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di Linda Lucini wBRONI Ci sono voluti tre mesi di lavoro, ma sono terminati in questi giorni i restauri del pavimento romano vento alla luce durante i lavori di un cantiere in via Cavour. Le tessere arrivate fino a noi dal I secolo D.C. sono state riassemblate e posizionate su due pannelli. I cittadini di Broni potranno vedere le antiche mattonelle in bella vista il giorno dell'inaugurazione del teatro Carbonetti. L'idea – spiega Matteo Caliogna, assessore agli Eventi del Comune di Broni – è quella di metterli in mostra al teatro almeno per il primo periodo. Poi, se riusciremo a concludere in tempi brevi, il progetto di recupero dell'ex scuole li sposteremo nella nuova sede delle associazioni culturali. O più probabilmente li divideremo e un pannello resterà al Carbonetti, l'altro alle ex scuole. Ma per riuscire a decidere attendiamo il parere della Soprintendenza ai Beni architettonici e storici. Il lavoro di recupero dell'antico pavimento è costato quasi ventimila euro. Ad occuparsi del restauro è stata Antonella Sechi di Desenzano, restauratrice di beni archeologici. Ora le mattonelle sono state posizionate su pannelli. Uno di grandi dimensioni (4 metri per 2,5) e uno più piccolo (2,5 per 1.5 metri). Tutto il mosaico ha un telaio in alluminio per conferirgli leggerezza, così come l'anima del pannello che è stata realizzata in un particolare materiale usato in genere per i sistemi areonautici. Abbiamo cercato di recuperare il più possibile la forma originale, non facile visto che su quel pavimento era stato costruito sopra. Abbiamo utilizzato materiali che diano risalto a quelle antiche mattonelle esagonali che sono molto particolari – dice ancora l'assessore Caliogna – A detta della Soprintendenza si tratta di tessere molto rare. Le mattonelle in cotto, infatti, hanno al centro un inserto che, per un gioco geometrico, è in alcune parti nero in altre bianco. Adesso, non appena troveremo i fondi necessari, vogliamo fare delle analisi di laboratorio per arrivare a dare una datazione certa, anche se appare più che probabile si tratti di un manufatto del I secolo. Con gli esami degli esperti di laboratorio vogliamo anche stabilire la provenienza della materia prima, sia per quanto riguarda l'argilla, sia per quanto riguarda l'inserto con l'idea di arrivare a definire da quale cava proviene la pietra centrale. Il pavimento era stato ritrovato durante i lavori di un cantiere. Stando a quanto si è appurato, oltre al pavimento si intravedevano le fondazioni di un pozzo. Segno che in via Cavour c'era una casa romana. Le mattonelle recuperate sono stare numerate una ad una e prelevate per il recupero. I lavori di restauro sono stati trovati grazia all'intervento del Lions Club.