«Bosco irregolare», ma vince l'agricoltore

di Fabrizio Merli w ROBBIO Un agricoltore di Robbio "sfida" la Provincia di Pavia e la Regione Lombardia. Al centro della causa civile, pronta ad approdare alla Corte d'Appello di Milano, vi sono i contributi che l'Unione Europea concede agli agricoltori che decidano di trasformare terreni di loro proprietà in boschi. O, meglio, vi è l'interpretazione della legge che decide come debbano essere distribuiti tali incentivi. La vicenda prende avvìo nel 1997. L'agricoltore lomellino chiede di accedere ai contributi. Le somme vengono erogate in diversi momenti. Un importo iniziale per consentire l'impianto degli alberi, una somma periodica per la manutenzione del bosco e un'altra cifra a titolo di mancato reddito agricolo. Lo spirito della legge è quello di incentivare la silvicoltura, la premessa per accedere ai quattrini è l'impegno, da parte del beneficiario, a prendersi cura del bosco per almeno vent'anni. Nel 2009, in seguito a un controllo della Regione, la Provincia accerta la sussistenza di plurimi inadempimenti agli impegni assunti da parte dell'agricoltore, dichiara la decadenza del medesimo dai contributi e chiede la restituzione di quelli erogati nei dodici anni precedenti. In particolare, tra le contestazioni mosse vi sarebbe stata quella di avere diradato oltre il venti per cento della superficie destinata a bosco. L'agricoltore, però, si oppone alla decisione della Provincia e la cita in giudizio, chiamando davanti al giudice anche la Regione Lombardia, ossia l'ente attraverso il quale transitano i contributi provenienti dall'Unione europea. Il 20 luglio 2011, il Tribunale di Pavia si pronuncia sul caso: accoglie il ricorso presentato dall'agricoltore e dichiara l'infondatezza delle pretese avanzate dalle parti "resistenti" (la Provincia e la Regione) tese a ottenere la restituzione dei contributi già erogati. A questo punto si innesta una vera e propria battaglia giudiziaria. Prima la Regione, poi l'amministrazione provinciale di Pavia impugnano la sentenza di primo grado davanti alla Corte d'Appello di Milano. Piazza Italia, per far valere le proprie ragioni, si affida all'avvocato Giuseppe Roccioletti. Dietro al ricorso, vi è una questione giuridica rilevante. Ammettere che il destinatario dei benefici possa diradare gli alberi su una superficie pari o superiore al venti per cento significa, per gli enti pubblici, accettare che una parte dei finanziamenti vada a fondo perduto. Sul caso, ora, si pronunceranno i giudici d'Appello.