La regista: «Amore e gelosia senza drammi»
PAVIA La regista Elena Barbalich racconta il suo allestimento dell'opera, giocoso, mosso e luminoso, volto a restituire al pubblico uno spettacolo di puro divertimento. In accordo con lo scenografo Tommaso Lagattolla ho cercato di rendere l'idea della folle corsa del protagonista, nel giorno del suo matrimonio, alla ricerca forsennata del cappello di paglia di Firenze e ho dunque pensato a un allestimento mobile e agile. Alla base c'è un forte legame con la pittura e il cinema degli anni '20, mi sono ispirata al cubismo e all'orfismo di Sonia Delaunay, alla sua tipica pittura di puro colore, che riconduce all'intenzione di Nino Rota di portare in scena un pièce di puro divertimento e soprattutto che, con i suoi giochi di rifrazione della luce dall'effetto estremamente dinamico, riporta al movimento cinetico della vicenda dell'opera. Rota voleva che il pubblico ridesse, così questa è un'opera leggera, ma al contempo rimane geniale e originale. L'amore e la gelosia non generano drammi e non fanno riflettere, fanno divertire. Per questo c'è un boccascena di lampadine accese a incorniciare il palco, per far capire che i personaggi sono finti, non vanno presi sul serio.