«Tradita la memoria di Chiara»
GARLASCO Rispettiamo le idee di tutti. Ma allo stesso modo vogliamo essere rispettati, da tutti. Gentile ma incrollabile, come sempre. La vita va avanti, bisognava preparare il pranzo per il marito Giuseppe e il figlio Marco, 23 anni. Ma Rita Poggi la mamma di Chiara, ieri trovava comunque il tempo per rispondere - indirettamente - alle critiche di Nicola Stasi sulle convinzioni dei Poggi che non cambiano idea, nonostante le due sentenze di assoluzione, sulla colpevolezza di Alberto. Per ora, non chiederanno alla magistratura di indagare in altre direzioni. Ma resta da valutare anche un ricorso in Cassazione contro la sentenza di appello. E davvero troppo presto: aspettiamo le motivazioni della sentenza che arriveranno fra tre mesi. Intanto, i Poggi devono riprendersi da una nuova grande delusione. La nostra Chiara è stata uccisa, ma neanche questa volta la giustizia ci ha indicato il nome di un colpevole. Almeno, dice la mamma di Chiara, si potevano concedere nuove perizie, fare altri accertamenti su questioni evidentemente trascurate. Questo per non lasciare zone d'ombra. Cosa costava accogliere le nostre richieste? Ai Poggi quasi sembra che la memoria di Chiara sia stata in qualche modo tradita. Nostra figlia meritava il massimo sforzo per trovare chi l'ha uccisa a 26 anni. Ma nella giustizia, ripete Rita Poggi, la nostra famiglia continua ad avere fiducia. Non ci possiamo arrendere, dobbiamo continuare a lottare in nome di nostra figlia. Perché a quattro anni e quattro mesi da quel 13 agosto, il suo assassino non ha ancora un nome. (a.m.)