L'arte è un bel gioco Una mostra collettiva allo Spazio Graal
PAVIA L'altra faccia dell'arte, quella ludica e decisamente più divertente, è protagonista della collettiva "Il Gioco dell'Arte", che apre i battenti sabato (inaugurazione ore 18) negli spazi della galleria Graal, in corso Garibaldi. Bill Watterson, autore della striscia "Calvin & Hobbes", il cui protagonista è un bambino a volte pestifero a volte tragicamente più maturo degli adulti, sempre accompagnato da una tigre di pezza che si anima ogni qualvolta rimane sola con lui, non ha dubbi: Sospetto che la maggior parte di noi invecchi senza crescere, e che in fondo a ogni adulto ci sia un moccioso che vuole tutto a modo suo. Un moccioso che vede il mondo sovradimensionato, che dà importanza a cose che non ne dovrebbero avere, che ha bisogno di disubbidire, che non sa resistere alla curiosità, che ama assaggiare e toccare ogni oggetto. Un Peter Pan che, pur combattendo per una giusta causa, pur riuscendo a distinguere tra bene e male, non ne vuole sapere d'abbandonare il tempo dell'apprendimento e il territorio dell'adolescenza. Un Tom Sawyer, un Huckleberry Finn, un Lucifero o un Pinocchio che l'arte – l'Isola che non c'è – spesso e volentieri riesce a mettere a nudo, svelando quello spirito dispettoso, ingenuo, stupito o impotente che molte volte muove la creatività. Quello spirito infantile che alcuni autori presentano in maniera più evidente di altri, forse perché riescono a dare libero sfogo ai bambini che hanno dentro, forse perché hanno fatto proprie e non amano dimenticare le più importanti esperienze dei primi anni di vita; o forse semplicemente perché sono nati per contestare, per indispettire, per rifiutarsi di accettare la realtà così come l'hanno costruita le persone sagge. Paola De Luigi, Enrico Doria, Salvatore Ferrara, Franco Fraschini, Tito Gasparini, Andrea Giorgi, Riccardo Giorgi, Simone Ludovico, Diego Magliani, REM, Sandro Riboni e Alessandra Ubezio hanno scelto di giocare e di mettere in mostra io più genuino, l' io dal quale – scrive il curatore Francesco Mutti nel testo di presentazione – tutti noi abbiamo preso le mosse e di cui non dovremmo mai fare a meno. "Il Gioco dell'Arte", nell'eccellente binomio che lega oggi l'universo ludico a quello storicamente più altero dell'arte in generale, non vuole che rendere evidenti i legami indissolubili che ognuno di questi artisti - loro come campioni di tutti - possiede con il proprio passato, con le proprie sensazioni e le proprie emozioni, chiarendo come l'arte sia tutto questo e anche di più, spinta imprescindibile che fornisce loro costante energia, curiosità, sensibilità. Il recuperare dai ricordi tali sensazioni che il "fare arte" produce viene adesso a manifestarsi più propriamente nella rappresentazione di soggetti che a quel mondo più intimamente fanciullesco appartengono, senza sminuirne ovviamente il messaggio ma altresì arricchendolo di nuove, molteplici esperienze. Pittura, scultura, fotografia, i dodici protagonisti giocano con i loro ricordi, scherzando in totale leggerezza e libertà con l'austera materia artistica che spesso pomposamente affolla le sale di gallerie e fiere di settore; e questa collettiva, tutta pavese, mostra oggi più che mai gli artisti per quello che erano e per quello che sono mentre dipingono e scolpiscono, assemblano e inventano, giocano, ridono, si arrabbiano, litigano e ricominciano con il medesimo entusiasmo di un tempo. Così come fosse la prima volta. La mostra è aperta fino all'8 gennaio (c. arg.).