La mamma di Chiara non s'arrende: credo ancora nella giustizia

di Lorella Gualco wGARLASCO E' molto doloroso, ma non possiamo arrenderci e chiediamo la verità. Dobbiamo avere fiducia nella giustizia. Come due anni fa, dopo la prima sentenza di assoluzione, i genitori di Chiara Poggi lasciano l'aula di giustizia senza sapere chi abbia ucciso la loro figlia di 26 anni. Rita Preda, con il marito Giuseppe Poggi e il figlio Marco, ha tagliato a passo affrettato la folla di giornalisti che la circondava e la seguiva mentre scendeva le scale del tribunale di Milano. Ieri ancora una volta gli sguardi dei genitori di Chiara non hanno incrociato gli occhi di Alberto, nè in aula nè fuori. Non l'ho guardato, ha confermato mamma Rita, che è riuscita soltanto a sussurrare non dico niente a chi le chiedeva se fosse ancora convinta della colpevolezza di Alberto, mentre il marito la abbracciava accompagnandola fuori dal palazzo di giustizia. Intanto, da un'altra uscita Stasi si allontanava verso una libertà proclamata dai giudici per la seconda volta, forse definitivamente. Alla domanda su un eventuale ricorso in Cassazione, Rita Preda rispondeva con la formula di rito di ogni dopo-sentenza: Valuteremo una volta aver letto le motivazioni. Poi si è chiusa nell'auto che la portava a Garlasco. Un altro viaggio verso una casa dove Chiara non c'è più, nelle stanze dove l'assassino ha infierito senza pietà. Certo che non mi rassegno, ma non me la sento di parlare, rispondeva ancora mamma Rita sulla via del ritorno a Garlasco. Poche parole, ma nella voce c'è tutto il dolore e l'amarezza per una verità che ancora non arriva e che pare sempre più lontana. La possibilità di chiedere il giudizio definitivo della Cassazione, comunque, non sarebbe esclusa dall'avvocato di parte civile, Gianluigi Tizzoni, che ha assistito la famiglia Poggi in questi quattro anni di battaglia per cercare di avere giustizia nel nome di Chiara. Da quel 13 agosto 2007 ha dato forza alla famiglia la speranza di sapere la verità su chi ha ucciso una giovane schiva, che per la prima volta aveva deciso di non seguire in vacanza i genitori per restare a Garlasco con il fidanzato Alberto Stasi. Ieri , per i Poggi, è stata un'altra giornata trascorsa nell'attesa di avere una risposta che non c'è stata. Al momento della lettura del verdetto la mamma, il papà e il fratello minore di Chiara sono rimasti impietriti. Alberto ha sciolto la tensione in un abbraccio liberatorio con i suoi avvocati. Seduti a poca distanza, i genitori di Chiara hanno avuto un moto di commozione. Poi, insieme al loro legale, hanno raccolto le borse e i documenti portati in aula come hanno raccolto il coraggio di continuare a credere nella giustizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA