«Arrestate Cosentino» I pm: è il politico dei clan

di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI Nicola Cosentino e il clan dei Casalesi, una storia che si ripete secondo i magistrati. Anzi, per la Dda di Napoli non si è mai interrotta. Per il deputato e coordinatore campano del Pdl, i pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio, Giovanni Conzo ed Henry John Woodckock, ieri hanno chiesto un nuovo arresto per concorso in falso, riciclaggio e violazione della normativa bancaria. L'ex sottosegretario all'Economia è accusato di essere stato il referente nazionale del clan casertano, indagato invece il deputato Pdl e presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro. Cosentino è già imputato di concorso esterno in associazione camorristica perche ritenuto, anche in quel caso, referente politico nazionale del clan dei Casalesi. Nell'operazione condotta da Dia e carabinieri, sono state arrestate 55 persone tra cui, oltre a elementi legati alle fazioni Bidognetti e Schiavone, anche nomi eccellenti della politica locale e di rilievo nazionale e personaggi del mondo bancario e imprenditori attivi in Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. I reati contestati vanno dall'associazione camorristica al riciclaggio, dal falso alla corruzione per camorristi, politici e imprenditori. In manette anche l'ex sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, il consigliere provinciale di Caserta Sebastiano Ferraro, consiglieri comunali, un assessore, responsabili dell'ufficio tecnico. E il sanmarinese Flavio Pelliccioni, per associazione mafiosa e riciclaggio. Cosentino avrebbe fatto pressioni su una filiale romana di Unicredit per un prestito di cinque milioni e mezzo di euro che sarebbe servito per la costruzione del centro commerciale Il principe da realizzare (ma mai edificato) nella storica roccaforte del clan. E ad accompagnare l'ex sottosegretario nella filiale sarebbe stato Luigi Cesaro. Cosentino e Cesaro si sarebbero adoperati per la concessione del fido, poi parzialmente bloccato perchè basato su una fidejussione falsa. Due funzionari della filiale sono stati arrestati, la banca ha fatto sapere di considerarsi parte offesa. L'operazione, non a caso chiamata Il Principe e la scheda ballerina (dal trucco utilizzato alle elezioni del 2010), chiude un'indagine che ruota attorno al centro commerciale e cerca di far luce sul voto di scambio nelle amministrative di Casal di Principe del 2007 e 2010. La struttura serviva - secondo i pm - a procurare voti al candidato sindaco Cipriano Cristiano, poi eletto. I lavori furono bloccati poco dopo l'inizio con il pretesto del ritrovamento di scorie radioattive. E dai verbali spunta anche il nome del cantante neomelodico Ciro Ricci felice e contento di stare in mezzo ai camorristi e che nella campagna elettorale del 2007 si esibì in favore del candidato Ferraro. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è emerso, inoltre, che il consigliere comunale Antonio Corvino, arrestato nell'operazione e eletto quattro anni fa insieme a Cristiano, usava gli uffici comunali per incontrare prostitute. ©RIPRODUZIONE RISERVATA