Stazione e parcheggi Tanti disagi e costi alti
di Marianna Bruschi wPAVIA In piedi. I pendolari sono costretti a stare in piedi, sempre. In treno, stretti tra un sedile e l'altro. E persino in stazione, dove a Pavia le poltroncine sono una decina. Poche per le centinaia di studenti e lavoratori che passano ogni mattina da Pavia. Ieri mattina abbiamo viaggiatori con i pendolari pavesi, abbiamo aspettato il treno con loro, siamo saliti sul regionale delle 8.38. Tra le 7 e le 8 del mattino l'atrio della stazione è un viavai di gente. E per arrivare in stazione bisogna riuscire a passare indenni al traffico, ai pullman che scaricano centinaia di studenti. Nell'atrio si sfoglia il giornale, si legge un libro, semplicemente si aspetta. Le spalle appoggiate alla macchinetta del caffè c'è chi guarda i tabelloni degli orari: 5 minuti di ritardo. Che non sono niente, una carezza. Davanti agli sportelli la coda si stringe e si allunga a ondate, davanti alle biglietterie automatiche si fanno gli ultimi biglietti. Se prendono solo il bancomat c'è chi tira accidenti, perché è una corsa contro il tempo. Rischi di perdere il treno, arrivare tardi al lavoro o a lezione. Piccoli disastri a catena. Dalle porte a vetro dell'atrio si accede direttamente al primo binario, quello da cui partiranno, ogni mezz'ora, i nuovi treni della linea S13, la suburbana che collegherà Pavia e Milano. I treni una volta a Rogoredo si immetteranno nella linea del passante: si potrà arrivare fino a Milano Bovisa, senza scendere dal treno e con un solo biglietto. Ma i pendolari da tempo sottolineano che deve esserci una corrispondenza tra gli interventi migliorativi sulla linea e le condizioni delle strutture. Nella stazione di Pavia non c'è solo il problema della mancanza di una sala d'attesa. Mi sono dovuta fare aiutare a portare la valigia perché in questa stazione l'ascensore non funziona – dice Maria Rita Mereu, molto alterata – Sto andando a Milano e so già che li non troverò i carrelli e dovrò trascinare la valigia. All'estero ormai ridono di noi e hanno ragione: come si fa a lasciare una stazione con l'ascensore fuori servizio da due anni? Quella dell'ascensore in effetti è la storia infinita. Collaudi, autorizzazioni, rimbalzi tra istituzioni. Ma alla fine è sempre sigillato, impossibile da usare, perennemente fuori servizio. E l'uscita dell'ascensore che si affaccia sul sottopasso che porta ai binari è usato come gabinetto pubblico. Stazione significa anche parcheggi. Il parcheggio della Metropark proprio accanto alla stazione costa un euro all'ora. Se no ci sono gli abbonamenti mensili, che dal primo gennaio 2012, però, aumenteranno. Passeranno da 25 a 29 euro, il 16% in più. I clienti interessati potranno rivolgersi al referente del parcheggio per sottoscrivere un nuovo contratto, si legge nei cartelli sparsi per il parcheggio. Altrimenti addio abbonamento. L'altra alternativa - per chi non vuole svegliarsi un'ora prima per cercare posteggio - è il multipiano Al Centro gestito dalla Apcoa. Sette piani, 1030 posti auto: all'ora si paga un euro e 30 centesimi. Per chi sta via tutto il giorno per lavoro o studio è una cifra impensabile. L'abbonamento va dagli 8 euro giornalieri ai 42 mensili (se da lunedì a venerdì) o 68 se per tutta la settimana 24 ore su 24. Sarebbe bello usare il treno, ma arrivare in stazione è un'impresa: parcheggi inesistenti e bus scarsissimi, scrive un pendolare su Twitter. Il Comune ha rimesso in ordine alcuni parcheggi attorno alla stazione. Ma non bastano, ripetono i pendolari. Che hanno chiesto al Comune di intervenire anche sul fronte autobus. Gli orari dei bus cittadini non coincidono con quelli della nuova S13. Il Comune ci sta lavorando insieme alla Line. Altra richiesta da chi viaggia per Milano: più linee urbane dovrebbero arrivare in stazione e soprattutto più corse alla sera. Ieri il sottopasso che collega il piazzale della stazione a via Bricchetti era a metà servizio per poter ripulire le pareti dai murales. Così, per riuscire a timbrare il biglietto, c'era la caccia all'obliteratrice. Funzionano a singhiozzo, non tutte, non in tutti i binari. I disagi continuano su tutta linea, non solo a Pavia – dice una signora mentre si prepara a scendere dal regionale delle 8.38 da Pavia per Milano centrale – a Rogoredo hanno chiuso uno dei due sottopassi e quando ci sono due treni che arrivano insieme scendere o salire è quasi impossibile. Fino alla fine di febbraio uno dei sottopassi di Milano Rogoredo, una delle fermate più quotate dai pendolari, sarà chiuso per lavori. I pendolari sono rassegnati. Così come quasi non si fa più caso ai dettagli. Uno degli orologi a Milano centrale è fermo alle 10.15, non molto utile per chi deve controllare l'ora per non perdere il treno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA