Crolla lo spread, euforia delle Borse

di Andrea Di Stefano wMILANO Una risposta positiva dei mercati era prevista, ma l'ampiezza della contrazione dello spread ha lasciato sorpresi anche i più ottimisti. Il voto alla manovra Monti è stato netto: il differenziale nei confronti del Bund tedesco si è ridotto di oltre duecento punti rispetto al picco del 9 novembre, quando era stato toccato il record di 574 punti, con una chiusura a 375 e un tasso inferiore al 6% (5,95%) al punto che lo stesso presidente del consiglio ha dichiarato che l'andamento dello spread ci ha confortato sulla nostra risoluta azione di domenica. La curva dei rendimenti che nelle ultime due settimane aveva registrato una pericolosa inversione, con i titoli a breve che rendevano più dei decennali, ieri è tornata a piccoli passi verso la normalità con i biennali al 5,6% ma i quinquennali ancora fermi al 5,98%. Non credo che un movimento giornaliero così forte si sia mai visto prima. Probabilmente prima non era neanche pensabile, da luglio la volatilità dello spread è aumentata significativamente, ha commentato un operatore. L'ampiezza della contrazione ha colpito anche i vertici europei che si sono affrettati a buttare acqua sul fuoco dell'euforia: non possiamo tirare conclusioni dall'evoluzione giornaliera dei mercati, e non siamo in una posizione per dire che la crisi sia finita, è prematuro dirlo, ha commentato il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn. Berlino ieri ha collocato titoli del tesoro a sei mesi per 2,675 miliardi di euro al rendimento medio dello 0,0005% che diventa il nuovo minimo storico, a conferma che il Bund resta uno dei beni rifugio per eccellenza. Oggi i mercati attendono l'annuncio relativo alle aste di metà dicembre: le attese per quest'anno sono per una conferma dei collocamenti. Oggi il Tesoro dovrebbe quindi annunciare i quantitativi di Bot in asta il 12 dicembre e la tipologia di titoli a medio-lungo termine in asta il 14 dicembre: le attese del mercato sono per aste di titoli a 1 e 5 anni. Sul fronte dei Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) - ha sottolineato Michael Hewson, analista di Cmc Markets - il governo italiano si presenta agli investitori con una manovra correttiva da trenta miliardi di euro, misure delineate sia per fare cassa che per mettere in atto riforme strutturali che rendano più efficiente l'economia: a colpire è soprattutto l'impossibilità introdotta di pagare per contanti importi superiori ai mille euro, un tentativo che potrebbe rivelarsi vincente nella lotta al sommerso e riportare un senso di equità non solo tra i contribuenti italiani ma più in generale tra quelli europei. Reazione euforica anche nelle Borse, in particolare a Milano che è stata indubbiamente la maglia rosa con un progresso del +2,91%, seguita da Madrid (+1,72%) e Parigi (+1,15%). Più caute Francoforte (+0,42%) e Londra (+0,28%). A beneficiare di un clima rasserenato anche dalla garanzia pubblica sulle emissioni degli istituti creditizi, i titoli del comparto delle banche con alcuni exploit: Banco Popolare ha fatto un balzo dell'11,65%, Mps del 10,68% e Bpm del 7,28% ma sono andate molto forti anche Unicredit (+5,42%) e Intesa Sanpaolo (+3,85%) e Finmeccanica (+9,8%) dopo il capitombolo delle ultime settimane (anche se nella serata di ieri è arrivato il downgrade di S&P sulla società). Sugli altri listini i gruppi bancari hanno seguito quelli italiani con l'eccezione di Commerzbank, in franata del 4% dopo l'annunciato riacquisto di titoli ibridi per 600 milioni per rafforzare il patrimonio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA