Sindacati sul piede di guerra: «Sciopero»

ROMA Sindacati sul piede di guerra contro la manovra del Governo. La Cisl e la Uil hanno proclamato due ore di sciopero per lunedì, la Cgil ha addirittura raddoppiato: quattro ore sempre lunedì e manifestazioni in ogni capoluogo di provincia. Ma non è improbabile che i tre sindacati trovino una comune linea di lotta visto che domani mattina il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, incontrerà i segretari della Cisl, Raffaele Bonanni e della Uil, Luigi Angeletti. La manovra del governo Monti si colloca nel solco di quelle precedenti continuando a colpire i lavoratori e i pensionati – hanno spiegato dalla Cgil, motivando lo sciopero di lunedì 12 –. La non indicizzazione per le pensioni basse, l'innalzamento a 41/42 anni dell'età contributiva, la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa insieme all'aumento delle addizionali Irpef sono tutte misure che non rispondono all'esigenza di una maggiore equità. Oggi si svolgeranno presidi in tutte le prefetture e a Roma il presidio si terrà alle 14.30 in piazza Montecitorio. Capisco la posizione dei sindacati, ma credo che alla fine delle giuste proteste prevarrà complessivamente un senso di responsabilità – ha spiegato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia – . Ci salviamo tutti oppure il Paese va a rotoli. Prima dell'annuncio dell'incontro fra i tre segretari sindacali, c'era anche stato l'appello all'unità da parte della segreteria del Pdci. È grave che per ripicche e ragioni incomprensibili per i lavoratori, così duramente colpiti dalla manovra, si arrivi a uno sciopero separato – a manifestare questa preoccuipazione è Manuela Palermi, della segreteria nazionale di Pdci-Federazione della Sinistra e responsabile Lavoro –. Cisl e Uil devono riflettere con più attenzione e capire che, di fronte a un accanimento micidiale contro i lavoratori, i pensionati e il ceto medio-basso, non si può marciare divisi per poi colpire uniti, come ha detto a Bonanni della Cisl, ma si deve ragionare e marciare insieme. Per il bene dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie. È questo il messaggio che si aspettano i lavoratori. Il problema non è solo la concertazione. Certo, il governo ha il dovere di trattare con i sindacati e i sindacati hanno il diritto di pretenderlo, ma la prima e più importante pretesa dev'essere quella dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie che, con una iniquità che non fa onore a Monti, sono i destinatari di sacrifici indicibili.