Il Pavia ha scelto, punta su Sangiorgio
di Luca Simeone wPAVIA Il nuovo allenatore il Pavia lo ha già in casa. Dopo Rosario Pergolizzi, la società ha deciso di dare fiducia a Claudio Sangiorgio, che non sarà un semplice traghettatore verso una nuova scelta tecnica: l'intenzione del club azzurro è quella di affidare la squadra all'allenatore in seconda fino alla fine della stagione. A dirlo è Alessandro Zanchi, amministratore delegato del Pavia, il giorno dopo le dimissioni di Pergolizzi. Zanchi, deluso da Pergolizzi? I sentimenti sono contrastanti. Da un lato è un gesto apprezzabile il suo, tra l'altro rinuncia allo stipendio. Dall'altro quando si assume un incarico sapendo fin dall'inizio quali difficoltà comporta - anche se non pensavamo che fossero così tante - lo si dovrebbe onorare fino alla fine. Comunque non ci sono rimpianti: se mister Pergolizzi non sente di poter dare più nulla alla squadra, vuol dire che non era più la persona giusta per noi. Lo dico senza rancore, ma a noi servono persone motivate. Pergolizzi sarebbe potuto arrivare già l'anno scorso? Era uno dei tecnici ai quali avevamo pensato. Un motivatore, che aveva fatto bene con la Primavera del Palermo. Poi scegliemmo Andrissi. Perché è stata esclusa l'ipotesi di un ritorno di Lele Domenicali, esonerato alla nona giornata? Per come la penso io, non avrebbe senso. Si era creata una situazione non sanabile, la decisione di esonerarlo la prendemmo perché non c'erano i presupposti per continuare. E se non c'erano allora, non ci possono essere ora. A posteriori, è stata una scelta sbagliata quella di affidargli la panchina? E' normale che se cambi qualche dubbio ti viene, però vorrei anche ricostruire quello che è successo in questa estate un po' particolare. Prima abbiamo perso un ds come Moreno Zocchi, poi Benny Carbone, con il quale avevamo cominciato a fare delle scelte sulla squadra. A fine giugno eravamo senza tecnico e alcuni erano stati già ingaggiati da altri club. Poi con Domenicali abbiamo impostato la squadra sulla base delle sue indicazioni tattiche. Devo comunque dire che eravamo convinti della rosa messa in piedi, considerando che corrispondeva all'idea di una squadra che voleva giocarsela a viso aperto con tutti, che divertisse, e quindi rischiando un po'. Nell'anno del centenario volevamo regalare qualcosa in più ai tifosi, ma forse in questo abbiamo sbagliato e ora ci ritroviamo in una situazione ben peggiore di quella dello scorso anno. A questo punto non c'è il rischio che questa squadra, costruita per divertire, sia inadeguata a lottare per la salvezza? Non credo. Insisto, al di là di quello che qualcuno dice: a questa squadra manca semmai la fisicità e la personalità, ma non la qualità. E non dimentichiamo che abbiamo preso esperti come Gheller, Fissore, Fasano, non solo giovani. Il nostro primo problema è mentale e invece di puntare su un altro allenatore preferiamo semmai investire su qualche giocatore a gennaio. Di qui la scelta di promuovere Sangiorgio per la panchina. Sì, abbiamo bisogno di qualcuno che ci conosca bene come lui. Puntiamo su di lui fino alla fine della stagione. Mancano due partite alla fine del girone di andata, in trasferta contro la Tritium e in casa con il Foggia. Due partite dure, ma nelle quali dobbiamo cercare di fare punti. Ci serve non solo per il morale, ma anche per la classifica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA