Riso, cattive notizie dall'Europa

MORTARA La Lomellina risicola potrebbe ricevere uno scossone definitivo a causa dell'entrata in vigore della nuova Politica agricola comune. E ciò anche a causa dell'estrema volatilità dei prezzi e dei costi di produzione superiori a quelli di mais e di frumento. E' l'analisi di Alessandro Bànterle, docente del dipartimento di Economia e Politica Agraria, agroalimentare e ambientale della facoltà di Agraria dell'Università di Milano, che ieri pomeriggio è stato il relatore dell'incontro promosso dall'Unione agricoltori alla Borsa merci. In primo piano, la scomparsa dell'aiuto accoppiato, cioè legato direttamente al cereale coltivato, a partire dal 2012: oggi Bruxelles eroga ai risicoltori 453 euro l'ettaro. Prima dell'entrata in vigore della nuova Pac, il 1 gennaio 2014, l'Unione europea accorperà i pagamenti accoppiati basati su titoli e diritti a quelli disaccoppiati: il rischio è che l'Italia risicola, cioè il triangolo Pavia-Vercelli-Novara, perda grosse fette di mercato, ha spiegato Bànterle, affiancato dal presidente dell'Unione agricoltori, Walter Cibrario, e dal direttore Luciano Nieto. La folta platea, fra cui sedeva Paolo Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi, ha ascoltato con attenzione la relazione del docente, che poi ha ammesso: Cambiare una coltivazione come il riso è molto difficile per via delle condizioni ambientali e storiche, e della presenza di una rete idrica ramificata. Ma dal 2012 la coltivazione sarà fortemente condizionata dai prezzi, che negli ultimi anni sono sempre più volatili. Dai suoi grafici è emerso che oggi il riso è conveniente solo se raggiunge una quotazione di 35 euro al quintale, tenendo conto però del contributo accoppiato di Bruxelles. La trasformazione è profonda: in provincia di Pavia le aziende risicole sono scese dalle 2.500 del 1989 alle 1.600 del 2009. Umberto De Agostino