Inferno Pavia, Pergolizzi lascia

di Roberto Lodigiani wPAVIA Disarmante nella sua fragilità, il Pavia si inchina anche all'Avellino, subendo la quinta sconfitta consecutiva, l'ottava nelle ultime nove giornate. Una crisi di risultati che ha rari precedenti nella storia azzurra, figlia della mancanza di identità e di carattere di una squadra giovane che si smarrisce alle prime difficoltà e che nel proprio Dna ha l'inquietante prerogativa di farsi male da sola. Una crisi nera, di problematica lettura e di fronte alla quale si è arreso anche Rosario Pergolizzi, mister da sei partite (un solo punticino all'attivo), presentatosi dimissionario in sala stampa a fine gara. Azzurri penultimi, abbandonati nella scomoda posizione anche dal Viareggio che inguaia la Reggiana dell'ex Mangone, con la peggior difesa del girone e battuti - quinta sconfitta stagionale al Fortunati - dai lupi irpini che fuori casa non vincevano dal 25 settembre (1-0 ai versiliesi, fino a ieri unico squillo lontano dal Partenio) e che mai avevano fatto tre gol in trasferta. Ma questo Pavia sembra non aver ancora toccato il fondo. Eppure le premesse erano sembrate incoraggianti. Azzurri aggressivi e pericolosi al 6' con Falco che chiama il portiere ospite Fumagalli a una non facile deviazione in angolo. Pergolizzi richiama Facchin tra i pali, dopo la papera di Cacchioli a Como, e preferisce D'Errico a Puccio per un 4-4-2 spurio, con Falco e Marchi punti di riferimento più avanzati. Lo Psycho-Pavia, però, è in agguato e colpisce al 14': Fasano perde banalmente palla a metà campo, De Angelis si invola forse aggiustandosi la sfera con la mano, assist a Zigoni (figlio del giustiziere del Milan nella fatal Verona, anno 1973) che supera Facchin in uscita. Reazione immediata del Pavia: punizione di Falco, D'Errico raccoglie e impegna severamente Fumagalli. Due occasioni, nessun gol; dalla parte irpina un solo tiro in porta per il vantaggio. Ripresa di errori, orrori, speranze e amare delusioni. D'Errico, tra i più attivi fin lì, ha una palla buona al 4' ma perde tempo e spara alto. Facchin neutralizza al 9' una conclusione insidiosa di De Angelis, ma nulla può un minuto più tardi. Psycho ci rimette lo zampino. Leggete bene: cross nell'area azzurra, un difensore respinge, Meregalli anzichè liberare fa rotolare la palla fino al neo-entrato Lasagna che ringrazia e scaraventa in rete. Al quarto d'ora la miglior azione in linea del Pavia, fuga di D'Errico e assist a Falco, girata immediata ma debole tra le braccia di Fumagalli. Al 17' Fasano riapre il match, raccogliendo una respinta corta dell'estremo irpino su incornata di Marchi: 1-2. Il Pavia si scuote e insiste alla ricerca del pareggio, ma il peggio deve ancora venire. Minuto 27: Lasagna in versione Garrincha si beve Puccio e poi Meregalli sulla linea di fondo (diamine, era proprio impossibile fermarlo?), il tiro incoccia nel piedone di Fissore per una deviazione forse determinante (o forse no) e rotola nel sacco. Pare finita. Falco da fuori (42') scalda le mani a Fumagalli, subito dopo Meregalli con una mezza girata centra il palo. Al 46' Rodriguez su cross di Puccio (subentrato a Dall'Oglio) anticipa tutti e sigla il 2-3. Pavia all'arrembaggio ma manca il tempo per il miracolo, l'ultima chance capita allo spagnolo che non aggancia in area. ©RIPRODUZIONE RISERVATA