Scontri in Egitto «Tre notti in cella»
PAVIA Aveva lasciato da poco piazza Tahrir, al Cairo, teatro di proteste e scontri dell'Egitto in rivolta, quando Andrea De Giorgio è stato caricato in macchina dalla polizia, portato in questura e tenuto in carcere tre giorni insieme agli altri giornalisti freelance con lui in quel momento. Andrea De Giorgio, 26 anni, è milanese ma ha studiato all'università di Pavia. Si è laureato nel 2007 in Cooperazione e sviluppo, facoltà di Scienze politiche, poi per la laurea specialistica si è spostato all'Orientale di Napoli. Avevo deciso di andare in Egitto per osservare il processo elettorale comparandolo con quello tunisino – ha raccontato dopo la liberazione – ma qualche giorno prima della partenza piazza Tahrir si è riaccesa all'improvviso. L'arresto - racconta De Giorgio che collabora con Limes, la rivista italiana di geopolitica - è stato improvviso e basato su accuse infondate. Lui e i suoi compagni di viaggio sono stati accusati per un incendio che aveva attirato una piccola folla di curiosi, proprio vicino alla piazza delle proteste. Durante la detenzione, col passare delle ore e l'aggravarsi della nostra condizione giuridica, nonostante l'intervento tempestivo e la pressione dei funzionari dell'ambasciata italiana, veniamo continuamente spostati di cella, scrive De Giorgio nella testimonianza della sua detenzione. Una notte passata in ufficio della questura, una passata in una cella un metro e mezzo per due, la terza insieme ad altri carcerati egiziani con le ragazze che viaggiavano nel gruppo separate, lasciate in una cella femminile in pessime condizioni igieniche, prima della liberazione per intervento della console italiana Ana Cecilia Bonilla Taviani. Giorni di interrogatori, pressioni, perquisizioni. Poi il volo verso casa, verso l'Italia. (g.con)