«Rubano» cibi scaduti, giudice li assolve

PAVIA Avevano trovato quel cibo chiuso in sacchetti neri dell'immondizia, nel cortile dell'Esselunga. I quattro giovani, tutti studenti universitari, dai 18 ai 30 anni, non pensavano certo di commettere un reato, visto che quegli alimenti, per il luogo in cui si trovavano, erano probabilmente destinati al cassonetto dell'immondizia. Invece si sono trovati a processo per furto. E solo dopo un lungo tira e molla giudiziario con il supermercato, che attraverso il suo legale si era opposto al decreto di archiviazione della procura, si sono visti cancellare quell'accusa. Il giudice Erminio Rizzi, dichiarando inammissibile l'opposizione del supermercato, ha dato loro ragione. I ragazzi (difesi dagli avvocati Filippo Zaffarana, Fabrizio Gnocchi, Michele Branzoli e Giovanni Noli) erano finiti nei guai una sera di luglio del 2010. Le telecamere avevano filmato un ragazzo che scavalcava il cancello del cortile dell'Esselunga di viale Cesare Battisti, prendeva alcuni sacchi neri, dove erano stati riposti cibi scaduti e di scarto, e li passava agli altri amici, che avevano parcheggiato l'auto fuori. Il supermercato aveva sporto querela. Ma i ragazzi, sentiti dai carabinieri, si erano difesi: Eravamo stati a un concerto, avevamo fame, ma c'erano tutti i locali chiusi. Così abbiamo preso quegli alimenti dai sacchi, che erano stati abbandonati nel piazzale. Nei sacchi neri c'era cibo ancora buono. Per i ragazzi sarebbe stato un spreco lasciare che venisse buttato via. Sulla base di questo presupposto, il pm aveva deciso di archiviare il procedimento: nessun reato, perché il supermercato, depositando i generi alimentari nei sacchi, ha implicitamente abbandonato i prodotti. Niente da fare. Per l'Esselunga il danno c'è stato. La merce, anche se all'interno dei sacchi neri, rimane di proprietà dell'Esselunga, che può disporne a favore dei dipendenti o darla in beneficenza, si legge nell'opposizione alla decisione della procura. Senza contare che nessuno dei giovani ha chiesto scusa. L'altro ieri il giudice Erminio Rizzi, chiamato a esaminare la richiesta dell'Esselunga, ha preso la sua decisione: Nessun reato. Piuttosto un'azione di evidente spirito goliardico messa in pratica da quattro studenti che ben potevano non avere considerato luogo di privata dimora l'area del cortile destinata al carico e scarico delle merci. (m. fio.)