Match clou con Valmadrera al PalaBrera

L'Omc Broni affronta oggi al PalaBrera (palla a due ore 18) Valmadrera in una sfida al vertice. Siamo entrambe nel gruppo di testa – spiega coach Paolo Fassina – abbiamo già perso con Crema in trasferta, dobbiamo vincere. Affiorano i primi sintomi di stanchezza e arrivano gli infortuni. Noi siamo privi della capitana Martina Brusadin, speriamo di recuperarla per la prossima settimana, quando giochiamo due partite in sette giorni. Fassina è contento di quanto ha fatto finora Broni: Abbiamo vinto le partite che dovevamo vincere. Ora dobbiamo tenere l'imbattibilità, anche se arrivare primi o quarti cambia poco in questa prima fase. Broni è la miglior difesa del campionato e si testerà con Valmadrera. di Pier Angelo Vincenzi wBRONI Si fa presto a parlare di passione. Ma lo sport è fatto anche di professionalità, punto di forza della Pallacanestro Broni. Dove la domenica, quando giocano le ragazze allenate da Paolo Fassina, il PalaBrera ospita da un minimo di 150 a un massimo di 250 spettatori. Broni è un'isola felice – spiega il direttore sportivo Andrea Achilli – il pubblico ci segue con notevole entusiasmo. Un'isola, certo: perché il basket femminile resta il parente povero di quello maschile. Ma a Broni, grazie alla competenza e sicuro alla passione di dirigenti come Achilli e Gianluca Caraffini, il movimento gode di ottima salute. Una bella anomalia nel panorama provinciale (e non solo). Passione, quindi, ma anche professionalità: che permette di trovare gli sponsor senza i quali si resta al palo. D'altronde una stagione in B1 costa parecchio – prosegue il ds – ci vuole un budget sui centomila euro. Perché, anche se non ci muoviamo in una dimensione professionistica, le giocatrici, secondo criteri comuni a tutte le realtà sportive, ricevono un rimborso spese. Lo sponsor Omc ci dà ovviamente un grandissima mano, poi però ci sono anche i cosiddetti benefattori. Insomma l'amore per questa squadra, per quello che rappresenta a Broni, è inconciliabile con la mancanza di generosità. Il che significa, quando serve, autotassarsi. Quanto alle giocatrici, la maggior parte sono studentesse. Normale – dice ancora Achilli – perché l'impegno richiesto da un campionato come il nostro è notevole. Così come lo è l'organizzazione, con due appartamenti a disposizione delle ragazze del Broni basket. La cui reputazione travalica i confini provinciali e regionali: Chi ci sceglie – precisa il ds – lo fa per la serietà, l'affidabilità. Abbiamo sempre onorato i contratti. Tra gli elementi maggiormente rappresentativi Silvia Carù, bronese di 28 anni, reduce da un campionato in A1 con la maglia di Lucca: Una grandissima esperienza – dice la guardia – ma sono tornata a casa per mettere in pratica ciò che ho studiato. Ho una laurea in Economia e Commercio all'università di Pavia, alla mia età è giusto cominciare a pensare anche al dopo. L'idolo sportivo di Carù non è una giocatrice di basket ma la star Nba Kobe Bryant. Che piace anche alla compagna di squadra Elisa Borghi, pure lei una guardia. Ventidue anni, di Voghera, Borghi gioca a Broni da quando ne aveva quattordici. Iscritta alla facoltà di Biologia di Pavia, confida nel balzo in A2, la serie che compete, per storia e rango, alle oltrepadane. Quest'anno potrebbe essere quello giusto per il ritorno in A. Roster: Giada Ballardini (play), Veronica Besagni (pivot), Francesca Bicocca (play-guardia), Elisa Borghi (guardia), Martina Brusadin (ala-capitano), Viviana Canfora (ala), Silvia Carù (guardia), Giulia Minati (ala), Alessandra Molinari (pivot), Eugenia Zamelli (guardia), Ambra Boscolo (play-guardia), Valeria Dapiaggi (ala). Lo staff tecnico: Paolo Fassina (coach), Guido Toajari (assistente coach), Roberta Malchiodi (preparatrice atletica), Andrea Campagnoli (fisioterapista).