Non perde la speranza chi prepara la via del Signore

Il Vangelo di questa seconda domenica d'Avvento fa risuonare per noi un invito tratto dal libro del profeta Isaia: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri". Ritroviamo tale citazione più estesamente nella prima lettura; si tratta di un messaggio di speranza e di consolazione: Dio, attraverso il profeta, annuncia al suo popolo oppresso dalla schiavitù dell'esilio una liberazione imminente: "Consolate, consolate il mio popolo ... Parlate al cuore di Gerusalemme e gridate che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata". Attraverso il suo messaggero, Dio dice al popolo che non lo ha abbandonato nonostante la sua infedeltà e lo libererà! All'inizio del suo vangelo, Marco, anziché narrare le vicende dell'infanzia di Gesù, riprende le parole di Isaia per poterci presentare la figura di Giovanni Battista, colui che è stato inviato a "preparare la via del Signore". Giovanni, infatti, è stato il precursore di Gesù, il messaggero che ha gli ha preparato la strada. Siamo così introdotti nel mistero stesso della missione e della persona di Gesù, il Figlio di Dio. E' Gesù stesso la "buona notizia" annunciata dai profeti, è Lui che è venuto ad annunciarci e a testimoniarci l'Amore del Padre ed è in Lui che si realizza la liberazione definitiva promessa da Dio, perché Gesù ha mostrato che la morte non è l'ultima parola sulla nostra vita e che il nostro destino è la resurrezione. E la speranza e la consolazione portate da Gesù diventano ancora maggiori se riusciamo a riconoscere la Sua presenza in noi e nello scorrere degli avvenimenti della nostra vita. Anche la prima lettura ce lo ricorda: "Ecco il vostro Dio! … Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce pian piano le pecore madri". Noi siamo i figli di cui Egli si prende costantemente cura. Se nelle nostre pesantezze, egoismi, chiusure e tribolazioni riusciamo a farci piccoli e a cogliere la Sua vicinanza, troveremo la forza di sperare e di chiedere perdono, e ci sentiremo figli amati.Nel pessimismo e nel disorientamento che sembrano dominare la nostra società, l'invito di Dio alla speranza e nonché quello alla conversione, giungono più che mai attuali e necessari. insegnante di religione all'istituto Cossa di Pavia