«Ricerca, puntiamo sui giovani»
PAVIA Servono menti giovani, occhi freschi che guardino le cose senza pregiudizi, con la capacità di porsi domande nuove. Sergio Bertolucci, direttore scientifico del Cern di Ginevra, si è rivolto ai neo dottori di ricerca riuniti ieri in aula Magna. Una doppia cerimonia per inaugurare i nuovi corsi e per consegnare i diplomi a chi ha appena concluso il ciclo. E le parole del direttore del Cern hanno toccato uno dei temi principali per chi si trova a cavallo tra l'università e il mondo del lavoro o della ricerca: il futuro dei tanti giovani che devono costruirsi un percorso. La cerimonia è stata anche l'occasione per ricordare Pamela Vidale, la giovane ricercatrice che ha perso la vita in bicicletta alla Minerva. Il suo diploma è stato consegnato alla sorella, un momento che ha commosso i presenti. L'università di Pavia ha oltre 600 dottorandi, che finita la laurea decidono di restare in ateneo per fare ricerca. In un momento difficile come questo abbiamo ridotto da 36 a 35 i corsi di dottorato – ha spiegato il rettore Angiolino Stella – ma con l'aiuto anche dei privati siamo riusciti a non ridurre i corsi e il nostro impegno non deve venir meno. Accanto al rettore c'era Guglielmina Ranzani che coordina le cinque scuole di dottorato pavesi e che ha presentato la sua relazione annuale sui dottorati di ricerca. Ai neo dottori seduti in aula Magna accompagnati dalle famiglie le parole del direttore del Cern danno speranza. Il Cern è un posto in cui il percorso dei giovani è fondamentale, ha spiegato Bertolucci.