Il premier a "Porta a porta", è polemica

ROMA E' giallo sul dietrofront di Mario Monti a Porta a porta che ha scatenato le ire del mondo politico. E' uno sgarbo istituzionale, tuona la Lega indignata per il fatto che Monti vada da Vespa ancora prima di aver illustrato in Parlamento le misure. E questa volta non è solo il Carroccio a contestare il professore. Mancano pochi minuti alle 13 quando fonti di palazzo Chigi annunciano che il premier sarà martedì sera ospite del salotto di Bruno Vespa per spiegare agli italiani la maxi manovra che il governo si appresta a varare. Con il premier ci saranno il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera e quello del Welfare, Elsa Fornero. Siamo lieti e onorati che il presidente del Consiglio abbia accettato il nostro invito, si affretta a dichiarare Vespa. E' a quel punto che piovono le critiche. Perché il premier va prima in tv e poi in Parlamento, si chiedono politici di destra, sinistra e centro. Invito tutti i colleghi parlamentari a sintonizzarsi lunedì prossimo con la prima rete Rai, con un piccolo accorgimento si può anche evitare una lunga e noiosa discussione parlamentare: sarà sufficiente dotare ogni parlamentare di una macchinetta Auditel modificata, così insieme agli ascolti si potranno contare anche i voti favorevoli e contrari alla amanovra, ironizza Osvaldo Napoli del Pdl. Monti troverà da Vespa anche Paolo Crepet per le lacrime e Francesco Bruno per il sangue?, s'interroga il pacato Roberto Rao dell'Udc, chiedendo che almeno il programma sia trasmesso in prima serata. Di lì a poco la rettifica. Mario Monti sarà in aula alla Camera lunedì alle 16, martedì alle 18 in Senato. Quanto a Porta a Porta l'appuntamento di martedì si sdoppia. Il programma andrà in onda in forma di anteprima dalle 20,35 alle 21,05, subito dopo il telegiornale, e nel consueto orario in seconda serata. Perchè il Professore ha cambiato programma? L'idea di illustrare agli italiani i sacrifici ai quali saranno chiamati sarebbe maturata giovedì sera durante un colloquio con il Quirinale. Solo un suggerimento accolto dal premier e dalla sua squadra. Un messaggio da trasmettere probabilmente negli spazi istituzionali a reti unificate già usati da altri presidenti del Consiglio. Ultimo Silvio Berlusconi. A palazzo Chigi però era arrivato da tempo l'invito di Vespa, costretto dal nuovo governo a ripiegare su cronaca e varietà. E così il professore è scivolato sullo sgarbo istituzionale al Parlamento. Evitato con un ripensamento forse su suggerimento del Colle. (m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA