Senza Titolo

SCALDASOLE Si amplifica di molto il numero dei clienti raggirati che si sono trovati con il bancomat clonato e i conti in banca svuotati. Alla Cassa Popolare di Vicenza di Scaldasole, la flliale che è stata fulcro della composita azione di clonazione di micro-chip incorporati nelle tessere del bancomat, si fanno ancora i conti. Dopo la sorpresa iniziale, avvenuta lunedì scorso nel verificare un andamento medio di prelievi certamente anomalo rispetto all'usuale, le novità non mancano. Sarebbero oltre trenta i clienti dello sportello che si affaccia sulla centrale piazza Castello ad essere stati beffati dai ladri telematici. La somma dei vari prelievi indebiti, avvenuti in diverse parti d'Italia e all'estero, potrebbe già superare i 50mila euro complessivi. Le verifiche e i contatti con l'ignara clientela sono ancora in corso. Ieri, intanto, la direzione della filiale della Cassa popolare di Vicenza ha inviato a Scaldasole alcuni tecnici ed un nucleo di guardie giurate per effettuare la sostituzione integrale del bancomat e dello sportello-video della banca (è inserito in un androne a cui si accede solo con l'uso della banda magnetica dello stesso bancomat). L'operazione ha previsto che l'apparecchio in attività da diversi anni fosse integralmente sostituito da uno nuovo. E sarà proprio l'intero impianto ad essere ora sottoposto ad un'attenta analisi tecnica per capire nel dettaglio come sarebbe stata possibile, nell'arco di diversi giorni e senza che alcuno se ne avvedesse, la clonazione in blocco di diverse decine di bancomat. Certo è che l'operazione sarebbe stata portata a termine da una banda di autentici specialisti: ad ogni prelievo da parte dei clienti, la clonazione del micro-chip e la registrazione dei codici d'ingresso personalizzati. Poi, a cavallo del fine settimana scorso, sarebbe cominciata la diffusa operazione di prelevamento di somme anche di grande entità di denaro contante. Con l'uso di nuovi bancomat falsificati e degli standard personalizzati copiati e clonati, alcuni prelevamenti indebiti sono avvenuti direttamente a Scladasole; altri in diverse città italiane. Un prelevamento di 3mila euro addirittura a Città del Messico: segno che la banda ha ramificazioni ben diffuse, compreso qualche residente in Italia che per i suoi "prelevamenti indebiti" si è recato, a spese di altri, in vacanza in Sudamerica. (p.c.)