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PAVIA Casorati, l'assessore sbaglia bersaglio n Caro Direttore, siamo indignati! Leggendo l'articolo che martedì illustrava la minaccia, nuovamente incombente, di smembramento per la scuola media Casorati, ci sorprende e c'indigna il commento dell'assessore provinciale Milena D'Imperio che ha dichiarato che "le critiche dei genitori sono solo strumentalizzazioni". Cosa vuol dire? Quale sarebbe lo scopo e l'obiettivo di queste strumentalizzazioni? Sono strumentali le nostre obiezioni, e cioè che il Comune propone un Istituto comprensivo, quello che dovrebbe far capo alla sede di via Teodorico della Casorati, già ben al di sotto dei limiti numerici previsti dalla legge, senza nome e senza corpo docente (i professori che possono opterebbero certamente per la scuola "storica")? O è strumentale dire che si perderebbe, per i nostri figli, la continuità didattica e formativa e verrebbe meno la scelta che abbiamo fatto d'iscriverli alla Casorati in base a un determinato corpo docente, una precisa offerta formativa, una buona reputazione della scuola? Altra è stata la risposta alle nostre preoccupazioni del presidente della Provincia sul suo Forum! Il senatore Bosone ha detto che "per la Provincia è molto importante cercare di armonizzare al meglio le diverse istanze e realizzare forme precise di confronto con tutti gli attori coinvolti in questo progetto". Tutti gli attori tranne i genitori "che strumentalizzano" e i bambini, che devono comunque subire le conseguenze di scelte ancora una volta piovute dall'alto? Vuol dire che per l'assessore tutti i bisogni sono legittimi e da tutelare tranne che quelli dei bambini? Cosa ne pensa il Presidente della Provincia? Genitori preoccupati GEROLA Un ponte sul Po croce e delizia n Da quasi vent'anni percorro due volte al giorno, la strada che da Voghera porta in Lomellina, a Sannazzaro. Dal lontano (si fa per dire) 1992 ho visto e subito, come automobilista, i disagi legati alla realizzazione di diverse opere stradali. Dal sottopasso per il centro commerciale appena fuori Voghera, alle rotonde situate nei principali svincoli, allo spostamento del casello autostradale di Casei Gerola. Non parliamo poi dei rischi legati alla presenza dello zuccherificio sull'arteria stradale, con centinaia di mezzi pesanti che si immettevano lentamente, imbrattando spesso di fango l'asfalto, con grave rischio per tutti. No, non voglio illustrare queste difficoltà… perchè sono ben poca cosa paragonate al ponte sul Po. Giè… il caro, vecchio ponte. Ha resistito imperterrito alle alluvioni e relative piene del fiume con audacia e alterigia, sfidando le altre analoghe costruzioni dell'autostrada Milano-Genova e di Pieve del Cairo. Quando il livello delle acque consigliava di chiudere il transito degli autoveicoli, lui restava l'unico a fornire il passaggio e a garantire la comunicazione tra l'Oltrepo e la Lomellina. Per anni ha avuto il fondo sconnesso, con dissesti e voragini il cui ricordo mi muove a pietà per la mia auto di allora, che consumava rapidamente i poveri ammortizzatori, sottoposti ad un frenetico, giornaliero lavoro. Gli interventi di sistemazione si susseguivano puntualmente, con relative code di autoveicoli, ma erano palliativi destinati ad avere vita breve. Finalmente un giorno comincia un imponente restauro, con il rifacimento del fondo stradale con il pavè, unica soluzione percorribile. La chiusura totale al traffico dura mesi, suddivisa in due diversi periodi. Il ponte (anzi il Ponte, con la P maiuscola) ne esce bellissimo, irrobustito nella struttura, con una veste nuova data dalla verniciatura e da un innovativo impianto di illuminazione. Il fondo di pavè poi, consente alle auto di percorrere quelle centinaia di metri che separano le sponde del fiume con disinvoltura, senza essere costrette ad effettuare sterzate improvvise per evitare gli avvallamenti delle giunture e i dissesti. Ma anche qui, come al Ponte della Becca recentemente tornato alla ribalta, nessuno gestisce il transito dei mezzi pesanti. Gli autocarri e i tir di oggi non sono quelli di 50 anni fa. Altre dimensioni, altri pesi sono in gioco. Un cartello stradale molto ottimisticamente riporta il divieto per i mezzi superiori alle 30 tonnellate. Ma anche queste sono tante. Troppe per il ponte rimesso a nuovo. Come tante e troppe sono le violazioni che i mezzi pesanti fanno al divieto. E così? con il passare degli anni sono tornati dissesti e buche. Sono tornate le code di auto che pazientemente si incolonnano dietro ai tir, quando i camionisti si "aspettano" per evitare di incrociarsi sul tratto del ponte e strisciare il guard-rail laterale pur di non rompere gli specchietti retrovisori. Sono tornate le sterzate improvvise, i sobbalzi e le relative imprecazioni degli automobilisti. E' tornato il Ponte sgangherato di un tempo, che percorro ancora con lo stesso stato d'animo degli anni Novanta. In questi giorni, l'ennesimo, disperato tentativo di far rivivere una realtà che ormai appartiene solo al passato, con un intervento dagli esiti così?incerti da richiedere una fase di prova della pavimentazione di un'unica campata. Questo sarà sufficiente? Io, come tanti altri pendolari che ogni giorno vi transitano, spero proprio di sì. Lettera firmata REPLICA Black out a Stradella Enel registra tutto n In riferimento all'articolo pubblicato sabato 26 novembre "Stradella, continui black out elettrici. Ora chiedono i danni" Enel informa che tutte le chiamate al numero verde guasti 803 500 - attivo 24 ore su 24 e gratuito da rete fissa e cellulare - e le segnalazioni giunte da Stradella sono state registrate e hanno fatto scaturire l'immediato intervento dei tecnici Enel. Le interruzioni che hanno interessato via Ticino e via Badia sono avvenute nel mese di agosto e novembre e non hanno mai interessato un periodo di tempo superiore alle 2 ore. Il disservizio più lungo risale al 19 novembre scorso, scaturito a seguito dello scatto di un interruttore in una cabina, rilevatosi difettoso. Solo in questo caso i clienti sono stati alimentati dopo due ore di interruzione. Nello stesso giorno i tecnici Enel hanno provveduto a sostituire l'interruttore danneggiato. La rete di distribuzione nella provincia di Pavia è progettata, costruita e gestita da Enel nel pieno rispetto della vigente normativa relativa alle caratteristiche tecniche di fornitura e garantisce una qualità del servizio confrontabile con i più elevati standard a livello europeo. Enel Relazioni con i media BRESSANA Depretis, servono gli atti del convegno n Il comune di Bressana Bottarone, nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, ha organizzato tempo fa un convegno su "Agostino Depretis e il suo tempo". Sulle reagioni dell'incontro ha scritto la ricercatrice Valeria Bevilacqua: "Siamo abituati ad associare Agostino Depretis a Strabella, città di cui fu sindaco dal 1849 al 1851 e dove fissò la residenza dall'elezione a parlamentare. Ma Depretis è nato il 31 gennaio 1813 nel comune che allora si chiamava Mezzana Corti Bottarone e che oggi è parte integrante del territorio di Bressana Bottarone. Il comune di Bressana Bottarone fu creato il 10 agosto 1928 dall'unione dei comuni di Bressana e di Bottarone. Bressana è il nome che prese nel 1873 il comune di Argine Po, mentre Bottarone è il nome assunto nel 1895 dal comune di Mezzana Corti Bottarone. Depretis vide la luce a Cascina Bella, tenuta di proprietà della famiglia Gazzaniga Arnaboldi, di cui era amministratore il padre Francesco, che fu anche sindaco del comune di Mezzana Bottarone. Agostino ne seguirà le orme, sia come amministratore della proprietà Gazzaniga Arnaboldi, sia come consigliere e poi sindaco del comune di Mezzana Bottarone". Il convegno ha riguardato la dimensione locale, anche se il personaggio - come ha sottolineato il sindaco Davide Rovati (orgoglioso di aver inaugurato sulla ex statale dei Giovi il cartello "Bressana Bottarone, paese natale di Depretis") - non è figura "chiusa" nella provincia di Pavia ( fu il secondo presidente dell'Ente Provinciale per ben 16 anni: dal 1864 al 1880) ma personalità di livello nazionale: eletto nel 1848 al Parlamento Subalpino, Depretis fu diverse volte ministro; dal 1876 al 1887 fu Presidente del Consiglio del Regno d'Italia. Pierangelo Lombardi ha analizzato l'azione politica di Depretis; Ettore Cantù si è occupato di "Depretis da amministratore agricolo a uomo politico" sulla base del carteggio Depretis-Gazzaniga; Alessandra Rotella ha parlato di "fondi agricoli e vita quotidiana" alla luce di documenti ottocenteschi dell'archivio del castello di Argine. Gli studenti della scuola media di Bressana, guidati dalle docenti Nadia Cova e Gabriella Campagnoni, hanno proposto un percorso didattico alla scoperta del personaggio. Aldo Accardo (Università di Cagliari) ha riportato Depretis sul palcoscenico nazionale con un discorso su "La scoperta dell'Italia reale: l'inchiesta Depretis e la Sardegna" (nel 1869 una Commissione parlamentare, presideduta da Depretis, indagò sulle cause dell'arretratezza della Sardegna ma non produsse nessuna relazione scritta sui possibili rimedi). Dato l'interesse dei temi è auspicabile la pubblicazione degli atti del convegno. Paolo Pulina