«I risultati sono migliorati con l'allenamento in carcere»
VIGEVANO I Giovanissimi regionali del Vigevano Calcio sono contenti di allenarsi nel campo della casa circondariale della frazione Piccolini, usato in genere dalla squadra degli agenti di polizia penitenziaria. Il giovane Riccardo Sbaffoni commenta: Onestamente non mi importa molto di dove si tengano gli allenamenti, l'importante è giocare. Non fa in tempo a finire la frase che arrivano altri atleti. Tra loro anche Tommaso Ravidà che ammette: Quando ci han detto che avremmo fatto gli allenamenti in carcere non ero contentissimo. Poi invece siamo venuti e siamo stati trattati benissimo sin dal primo momento. Inoltre, il campo è migliore rispetto ad altri e ci offrono anche il the caldo. Prima – spiega Giuseppe Masucci, dirigente accompagnatore e padre di uno dei ragazzi della rosa – la squadra si allenava in un campo a Gambolò, ma era molto stretto e loro si trovavano a giocare in venti. Era una situazione impraticabile. Abbiamo quindi deciso di trasferirci alla "Buca", un campetto che si trova dietro all'Ipercoop, ma lì erano subentrate difficoltà per gli spogliatoi, perchè non erano propriamente puliti. La squadra è rinata dopo aver iniziato l'allenamento in carcere. Da quando ci alleniamo al campo nella casa circondariale – dice Masucci – sono migliorate le prestazioni. Basti pensare che abbiamo battuto la prima in classifica. All'arrivo del mister Paolo Rossetti quasi tutti i ragazzi sono già negli spogliatoi pronti per affrontare un nuovo allenamento. Qui ci troviamo molto bene – commenta l'allenatore – ci sentiamo coccolati. Abbiamo a disposizione un bel campo, che non dobbiamo dividere con nessuno, ed è sempre in ordine. Idem gli spogliatoi. Nemmeno al Milan è riservato un simile trattamento. Anche il fronte solitamente più ostico, quello dei genitori non ha nulla da ridire sulla scelta della società. Certo – ammette una mamma – inizialmente abbiamo un po' storto il naso, ma alla fine l'importante è che i ragazzi possano giocare e divertirsi in un ambiente sicuro e, vinta l'iniziale diffidenza, abbiamo abbattuto il muro dei pregiudizi e ora siamo contenti che i nostri figli si allenino qui. (a.ball. e v.b.)