Liquidità alle banche, le Borse festeggiano

di Andrea Di Stefano wMILANO Se non fossero mesi di passione con continui allarmi di default, la giornata di ieri sarebbe stata archiviata come euforica. L'azione coordinata delle banche centrali contro la crisi di liquidità ha fatto andare a razzo le borse di tutto il mondo. La decisione è stata presa di concerto da Federal Reserve, Banca del Canada, Banca di Inghilterra, Banca del Giappone, la Bce e Banca centrale Svizzera: da lunedì 5 dicembre e sino al 1 febbraio 2013 per le banche di tutto il mondo costerà molto meno reperire liquidità dal sistema (il cosiddetto overnight, cioè il tasso che viene pagato durante la notte da chi ha bisogno di reperire denaro liquido). Analoga la decisione della banca centrale cinese che ha annunciato che ridurrà dello 0,5% la quota di capitale che gli istituti di credito devono mantenere come riserva. Francoforte è stata la regine d'Europa (+4,98%) seguita da Milano (+4,38%), Parigi (+4,22%) e Madrid (+3,96%). Anche Wall Street ha iniziato in corsa e a metà seduta si viaggiava con una crescita di oltre tre punti e mezzo percentuali. A spingere i listini americani ha contribuito anche una serie di dati macroeconomici migliori del previsto sul mercato del lavoro, indice Pmi Chicago e l'andamento dell'immobiliare. Tra gli indicatori, positiva soprattutto la stima Adp sulla creazione dei posti di lavoro Usa in novembre (+206mila contro stime per +130mila). L'azione coordinata delle Banche centrali è volta a fornire liquidità al sistema finanziario mondiale, alle prese con la crisi dei debiti sovrani in Europa, e quindi evitare un credit crunch (la stretta creditizia), spiega la Fed in un comunicato, sottolineando che l'obiettivo di queste operazioni è di allentare le tensioni sui mercati finanziari e quindi mitigare gli effetti di queste tensioni sulla capacità da parte delle banche di erogare credito a famiglie e imprese per aiutare la ripresa economica. Allo stato attuale, rilevano le banche centrali, non c'è bisogno di offrire liquidità in valute diverse dal dollaro statunitense non nazionali, ma le banche centrali giudicano prudente prendere le disposizioni necessarie affinché le operazioni di sostegno della liquidità possano essere messe in atto rapidamente in caso di necessità. Queste linee di swap sono autorizzati fino al primo febbraio 2013. Grazie a questa mossa sarà più economico per le banche europee, a corto di liquidità, trovare finanziamenti in dollari direttamente presso la Bce. I liquidity swap sono delle operazioni con cui le banche centrali in pratica si scambiano valuta pagando un tasso che fino a ieri era 100 punti base (l'1%) sopra l'overnight index swap e che, dal prossimo 5 dicembre sarà di 50 punti base. Ieri a Bruxelles si è comunque affrontato il nodo della ricapitalizzazione delle banche europee: da qui a fine anno Bruxelles valuterà i piani di ricapitalizzazione dei singoli istituti che ancora devono essere approvati e poi a partire dal primo gennaio passerà invece in rassegna solo i piani nazionali in cui dovranno rientrare tutti i casi di ricapitalizzazione delle varie banche europee. L'effetto sullo spread delle decisioni delle banche centrali è stato immediato: il differenziale tra i due titoli di Stato decennali è sceso fino a quota 473 punti e il rendimento del Btp è sceso sotto la soglia del 7%, attestandosi al 6,98% mentre i biennali sono rimasti a quota 7,0%. Riflessi positivi anche per la moneta europea che è salita fino a un massimo di seduta di 1,3506 dollari per poi assestarsi attorno a 1,3450 dollari contro 1,3316 degli ultimi scambi di ieri a New York. ©RIPRODUZIONE RISERVATA