Pavia poco british per gli Erasmus
PAVIA L'esperienza nell'università di Pavia piace agli studenti internazionali, nonostante qualche nota dolente. Non sempre l'inglese è parlato negli uffici e l'organizzazione delle lezioni a volte è soggetta a cambiamenti, ma vi sono anche punti di forza come la qualità del corpo docenti e del contesto architettonico. Mi trovo bene qui – dice il palestinese Khader Alsadi, anche lui a Pavia per un master biennale in Economia che terminerà il prossimo giugno – anche se c'è stato qualche disguido: al momento dell'immatricolazione la ragazza che ho trovato allo sportello matricole non parlava inglese ed era poco gentile: ho dovuto contattare un dipendente dell'ufficio internazionale, che ha dovuto interrompere il proprio lavoro e venire ad aiutarmi. La conoscenza delle lingue straniere in alcuni servizi andrebbe migliorata, anche se non è un problema italiano o di Pavia, ma più generale – spiega Khader – ho telefonato all'università di Lione per informazioni e nemmeno lì hanno saputo rispondermi in inglese. Un'altro problema riguarda l'organizzazione dei corsi: Mi hanno chiamata il 9 settembre – racconta la studentessa francese Estelle Crozet, che frequenta la scuola privata Ecole Superieure de Commerce a Saint Etienne – dicendomi che le lezioni erano iniziate già il primo settembre: sono venuta di corsa a Pavia con i miei genitori ma, una volta qui, mi hanno avvisato che c'era stato un errore e che le lezioni sarebbero iniziate solo il primo ottobre. A parte questo, mi trovo bene ma mi piacerebbe che ci fosse più organizzazione sui corsi e gli orari. In Francia il piano delle lezioni viene fornito il primo giorno e non cambia. Abbiamo fatto un questionario a fini interni – spiegano dal Centro assistenza studenti – le lamentele principali degli studenti Erasmus riguardano gli scarsi intrattenimenti culturali e l'inesistente servizio di trasporto urbano notturno per coloro che non abitano in centro. Nonostante i disagi gli studenti sembrano contenti. C'è una bella atmosfera, dichiara la studentessa tailandese Nidchaya Aketarawong, a Pavia fino all'estate prossima per un post dottorato di ricerca al dipartimento di biologia e biotecniologia. Ci si sente immersi nella cultura e nella storia – conferma il palestinese Mahmoud Aljah – è bello pensare che tante persone famose hanno studiato o vissuto qui, come Albert Einstein: ciò ispira e motiva noi studenti. Mahmoud è al secondo anno di un master in biologia molecolare e genetica, con lezioni in inglese alla mattina e internato in laboratorio al pomeriggio: I laboratori sono ben attrezzati – dice – e anche la qualità della didattica è buona: nell'estate del 2009 ho fatto una summer intership all'Università di Hardvard e sono rimasti colpiti dai corsi che stavo seguendo in inglese a Pavia. La didattica è supportata anche da buone biblioteche e aule studio silenziose e con dei buoni orari di apertura, dice Crozet. Gli sportivi riescono a trovare buone opportunità a prezzi accessibili, anche tramite il Cus di Pavia, spiega Khader. Veronica Pozzi