Due su tre pendolari Poco lavoro in zona Ecco il caso Voghera

di Fabrizio Guerrini wPAVIA Ci preoccupa il fatto che a Voghera non si parli del futuro. Lo dice Maurizio Benzi, referente dell'area impresa-lavoro del Movimento 5 Stelle, presentando il convegno che si terrà sabato alle 18 alla Fondazione Adolescere di viale Repubblica a Voghera. Tema: Quale futuro per l'economia locale a Voghera e nell'Oltrepo. Quale futuro, perchè il presente è noto. E racconta di una città e di una zona dove, secondo i dati raccolti da Benzi, dove solo il 39,1 per cento dei potenziali lavoratori viene assorbito in sede locale. A Pavia, la percentuale è doppia (62,3 per cento). A Vigevano, che ha attraversato il tunnel della crisi del calzaturiero, si raggiunge il 43,7 per cento. E queste percentuali vanno messe in rapporto alla situazione già critica dell'occupazione in provincia di Pavia. Lo scorso anno, nella fascia 15-24 anni, la provincia era tra le peggiori in Lombardia con un tasso d'occupazione pari al 23,76. Superata solo, ma di poco, dall'area metropolitana milanese (23,30). In un contesto regionale dove Como svetta con il 30,3, seguita dall'operosa Brescia a 29,98. E dove la vicina Lodi, che certo non brilla per indici economici, arriva a superare soglia 28. Il mondo della produzione pavese non solo non è uscito dalla crisi, ma vive una lunga e pericolosa convalescenza. Lo dice chiaramente l'ultimo report della Camera di Commercio. Il mercato del lavoro – si legge – come si è più volte sottolineato, risente delle vicende della produzione non immediatamente, ma le sue variabili si adeguano con un certo ritardo temporale. Ciò è valido anche per l'ultimo trimestre di riferimento che vede per l'industria un saldo entrati-usciti positivo pari a 1,62% con un parallelo aumento, però, seppur contenuto, della percentuale di aziende che fa ricorso alla cassa integrazione (+23,19% rispetto al 22,08% del primo trimestre 2011) e dell'incidenza delle ore CIG sul monte ore trimestrale (2,4% rispetto all'1,92 di gennaio-marzo di quest'anno. Ci si appiglia a timidi segnali di ripresa, ma la diagnosi resta pesante: Anche nel confronto con le altre province, Pavia si conferma fanalino di coda nella lettura del dato tendenziale della produzione industriale, davanti solo a Lodi, unica provincia per il trimestre di riferimento a registrare un dato negativo, in netto contrasto con Cremona e Lecco che mostrano valori nettamente positivi. La provincia è troppo lenta, Voghera non va meglio. Anzi. Come osserva Benzi nel commento introduttivo al convegno: sono diverse le imprese in difficoltà e quelle che hanno dovuto far ricorso alle cassa integrazione. Inoltre parte della forza lavoro vogherese è occupata nelle aree del commercio, che per loro natura sono dipendenti dallo sviluppo economico complessivo. Se i consumi dei vogheresi si ridurranno, l'impatto sul commercio sarà devastante e avvierà una spirale negativa. Lo stesso Benzi è testimone di questa situazione iriense: pendolare dal 1998, con una professione legata al mondo del web. Nuove tecnologie, innovazione: il lavoro che non c'è a Voghera e che potrebbe rilanciare la realtà locale. Qualche anno fa – osserva Benzi – l'ex sindaco Torriani aveva lanciato l'idea di fare di Voghera un polo della moda, legandosi al nome di Valentino. Era un'idea. Ma non se ne fece nulla. Non si discute più del futuro. E Voghera resta solo una città di pendolari. Discutere, del futuro, sabato alle 18 lo faranno: Margherita Balconi, presidente del Polo tecnologico di Pavia e docente universitario, Davide Reina dio Sda Bocconi, Nadia Zambellini segretaria Fim Cisl, Luigi Furini, giornalista.