«Autentiche quelle firme» Svolta nel caso Valmori

di Fabrizio Merli w VOGHERA Quelle firme su documenti per il pagamento delle parcelle non furono falsificate. Così ha concluso il perito incaricato dal giudice nella causa che vede opposti l'avvocato Giovanni Valmori, come parte offesa, e gli imputati di calunnia Massimo Tonoli e sua zia Fernanda Fregosi. Valmori aveva difeso Tonoli quando, nel settembre 2004, il giovane era stato arrestato. Il legale vogherese, per quella difesa, aveva di essere retribuito. Si era servito di tre documenti (due firmati da Tonoli e uno dalla zia) nei quali, in sostanza, ci si impegnava al pagamento di parcelle per una somma di 7.500 euro. Dopo la notifica di un decreto ingiuntivo con il quale, nel 2009, Valmori reclamava il pagamento di quanto gli era dovuto, il nipote e la zia avevano sostenuto che i documenti che recavano la loro firma non erano autentici e che quindi nulla dovevano al professionista. Sulla base di questa interpretazione avevano presentato una querela, nei confronti di Valmori, con l'accusa di falso. L'inchiesta che ne seguì, tuttavia, si chiuse con l'archiviazione della posizione del legale. Una volta scagionato, l'avvocato Valmori presentò a sua volta una querela per calunnia nei confronti dei due e attualmente, davanti al giudice Daniela Garlaschelli e al Pm Marcello Malavasi, è in corso l'istruttoria dibattimentale. In una delle precedenti udienze è stata raccolta la testimonianza dell'avvocato Valmori, che ha confermato quanto contenuto dalla querela. Nell'udienza successiva, la dottoressa Contessini, incaricata dalla Procura della Repubblica di svolgere una perizia grafologica, ha ribadito che, a suo avviso, le due firme sono autentiche e appartengono a Tonoli e a sua zia. A questo punto, anche di fronte alle perplessità espresse dalle parti offese, il giudice Garlaschelli ha incaricato un ulteriore esperto di esaminare i documenti al centro delle contestazioni. Una perizia "terza", in quanto svolta su mandato del giudice e non su incarico di una delle parti processuali. Sentito in aula, anche il consulente tecnico del giudice ha ricondotto a Tonoli e alla Fregosi la paternità di quelle firme. A questo punto il giudice ha rinviato l'udienza al prossimo 13 dicembre per le conclusioni: la richiesta del pubblico ministero e della parte civile (l'avvocato Isabella Cerutti che assiste Valmori) e l'arringa dell'avvocato Ettore Nicotra, che difende gli imputati. Proprio il difensore aveva sostenuto Sostiene che preliminarmente alla parcella da 7.500 euro, all'avvocato fossero già stati versati 25.000 euro, sempre per l'attività di difesa del giovane. E aveva sottolineato che i periti delle parti si erano pronunciati in maniera non concorde, tenendo conto che, nel frattempo, sulla vicenda è in corso anche una causa civile. Inoltre aveva sollevato il dubbio che i soi clienti potessero avere firmato fogli senza conoscerne il contenuto.