Scattone sale in cattedra nel liceo di Marta Russo

ROMA Quattordici anni dopo l'uccisione di Marta Russo, Giovanni Scattone - l'ex assistente universitario condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi per l'omicidio colposo della studentessa romana - è stato chiamato a insegnare come supplente nel liceo scientifico «Cavour», l'istituto che Marta frequentò prima di iscriversi all'università La Sapienza e trovarvi la morte, nel maggio 1997, colpita da un proiettile sparato dall'aula 6 del dipartimento di Filosofia del diritto. Ogni giorno, Scattone varca la soglia del liceo per insegnare ai ragazzi Storia e filosofia. La legge è dalla sua parte: la Corte di Cassazione, infatti, nel 2003, non solo ha ridotto le pene, ma ha anche cancellato la pena accessoria dell'interdizione dei pubblici uffici. L'ex assistente universitario, dunque, ha il diritto a salire in cattedra. Ma per la famiglia di Marta è l'ennesima beffa: «Ti senti perseguitato dal destino, ma è inutile perché non ci puoi fare nulla» dice Aureliana Russo, mamma della studentessa, «all'inizio dell'anno la madre di un'alunna del Cavour mi telefonò sconvolta, ma poi non ho sentito più nessuno. Capisco che si debba guadagnare il pane, ma dovrebbe fare un altro mestiere. Dopo un delitto così atroce non può essere un educatore di giovani. In tutte le scuole dov'è andato a insegnare i genitori si sono ribellati, ma è la legge». Davanti alle polemiche, Scattone torna a rivendicare la propria estraneità al delitto e il diritto di rifarsi una vita: «Sono innocente, ho scontato la condanna nonostante non fossi l'assassino. I giudici hanno stabilito che posso insegnare e in sette anni nessuno dei miei studenti si è lamentato di me. Capisco il dolore dei familiari, ma non sono stato io a uccidere». Si appella al rispetto della legge anche la preside del liceo Tecla Sannino: «Pur partecipando al dolore della famiglia e condividendo le perplessità dell'opinione pubblica, sono tenuta a rispettare la sentenza della Cassazione». E se su di lui i docenti si dividono, per gli studenti Scattone «è un ottimo prof». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA