Carbonizzata, l'autopsia

VOGHERA Ora tocca alla magistratura: sarà la procura di Voghera a fare luce sulla tragica morte di Paola Marconi, la donna di 47 anni che mercoledì pomeriggio è bruciata in uno scantinato di via Corridoni, dove abita il padre Giancarlo. Dopo i rilevamenti eseguiti dalla polizia scientifica della questura di Pavia, mercoledì notte la salma è stata trasportata all'istituto di medicina legale dell'università pavese dove lunedì mattina verrà eseguito l'esame autoptico. Solo a quel punto ci sarà il nulla osta per i funerali, che avverranno nei primi giorni della settimana prossima. L'esame è stato affidato alla dottoressa Chen. Il perito dovrà stabilire le cause del decesso. In particolare se, al momento in cui il corpo è stato avvolto dalle fiamme, Paola Marconi era sveglia, priva di sensi oppure già morta per altra causa. Allo stato attuale delle indagini sono ancora aperte tutte le ipotesi per spiegare la tragedia: dal suicidio alla disgrazia, senza escludere neppure un possibile omicidio (eventualità che appare comunque estremamente remota). Paola Marconi, infatti, non ha lasciato alcun biglietto per annunciare o giustificare un suicidio. Allo stesso modo i familiari hanno dichiarato che la donna non aveva mai manifestato intenzioni suicide, e che non c'erano stati precedenti tentativi in tal senso. Del medesimo avviso i colleghi di lavoro di Paola Marconi, che lavorava come impiegata amministrativa all'Ipsia Calvi di Via Ricotti: non hanno mai avuto sentore che la donna stesse covando intenzioni del genere. Resta la ricostruzione delle sue ultime ore. Come faceva spesso dopo il lavoro la donna è andata a prendere suo padre in via Corridoni e lo ha portato a casa sua. Poi ha acquistato due flaconi di solvente per vernici in un negozio di Voghera, ed è scesa con quelli nella cantina della casa di suo padre. Un'ora dopo il fumo che usciva dalla cantina ha permesso di scoprire la tragedia. E' ancora possibile che si sia trattato di una disgrazia: forse la donna voleva fare qualcosa con vernici e solventi, che poi hanno preso fuoco per motivi impossibili da precisare al momento. Ma non è esclusa l'ipotesi del suicidio non annunciato. (p.fiz.)