LA CITTA' DEL FUTURO

«Diciottomila nuovi abitanti? Roba da matti». Vittorio Emiliani, ex parlamentare, ex direttore del Messaggero è un vogherese d'adozione (il suo ultimo libro è "Vitelloni e Giacobini - Voghera/Milano tra dopoguerra e boom") osserva da lontano - vive a Roma- con una certa preoccupazione la nascita di questo Pgt. «L'unico pianioregolatore di espansione a Voghera è stato quello della fine degli anni Sessanta. Ma allora c'era un'aria di grande ottimismo - racconta -. Ora è diverso ci sono centinaia di immobili non venduti, non ci sono soldi, c'è la crisi. Dagli anni Cinquanta in poi la popolazione è sempre rimasta tra i 35 e i 40mila abitanti, poco più o poco meno. Non è pensabile che aumenti così tanto. A Voghera ogni anno sono più i morti dei nati, la popolazione è cresciuta solo grazie a varie ondate migratorie, quelle dal Veneto, dal meridione, dalla montagna e l'ultima è quella degli extracomunitari». Emiliani ricorda come le villette costruite negli ultimi dieci anni avrebbero dovuto attirare i milanesi in fuga dalla metropoli. «Come era prevedibile, non è accaduto - riprende -. A Voghera sarebbe necessario recuperare il patrimonio edilizio del centro storico . Ci sono vecchie case che andrebbero recuperate». L'altra preoccupazione è lo sfruttamento del territorio. «Anni fa è stato realizzato uno studio, dal quale risultava che attorno a Voghera e attorno a Bologna c'erano i terreni più fertili del nord Italia. Stringa e Fortusini l'hanno capito. Ma le loro idee, purtroppo, non sono più seguite». (c.e.g.) di Carlo Gobbi wVOGHERA Una città che cresce, ma in armonia con la sua storia e le sue tradizioni. E' questo il senso di massima della presentazione pubblica della bozza di Pgt, ieri pomeriggio al museo storico «Beccari», davanti ad una sala gremita. «Vogliamo condividere il senso del documento programmatico con tutte le componenti interessate e con la città», ha detto il sindaco Carlo Barbieri introducendo l'incontro. L'assessore all'urbanistica, Delio Todeschini, è entrato subito nel merito: «Per quanto riguarda il centro città, pensiamo ad un collegamento pedonale fra piazza Bandiera e piazza Battisti, ad un posteggio sotterraneo in piazza San Bovo, ad un altro ponte sullo Staffora (prosecuzione di via Verdi verso strada Torrazza Coste), ad una strada di gronda da strada Torrazza alla rotatoria Decathlon, per decongestionare strada Grippina, una via molto tortuosa e stretta». Rispetto al vecchio Prg (ancora vigente) la bozza di Pgt prevede un aumento del 43% per quanto concerne le aree industriali, del 20% delle aree edificabili e del 18% delle aree commerciali. «Abbiamo compiuto uno studio attento – dice Mario Mossolani, urbanistica che si è occupato con il suo staff della stesura della bozza di Pgt – Fra le linee-guida, l'individuazione di un'area di circa 300mila metri quadrati nella zona di Torremenapace, vicino alla centrale, per l'insediamento di ambiti ad uso produttivo, e un'attenzione particolare a mantenere sotto controllo le aree che gravitano verso il centro commerciale di Montebello». Ancora Mossolani: «Sul discorso viabilità, posso dire che si è arrivati ad un accordo fra tutte le parti interessate, fra cui le Province di Pavia ed Alessandria, per il tracciato della tangenziale sud, da Pontecurone verso Rivanazzano Terme. Puntiamo anche a realizzare una rotatoria davanti alla Zonca, per facilitare l'ingresso e l'uscita da strada Bussolino ed evitare il rischio-incidenti». E poi il rione Baratta: «Il progetto era già passato ed è stato inserito nel Pgt, con alcune modifiche essenzialmente nelle parti a fianco della statale per Tortona, con possibili insediamenti commerciali». Verrà realizzato un posteggio per autotreni a Medassino, «previo accordo con l'associazione artigiani». Situazione posteggi: «Ne verrà realizzato uno nella parte retrostante la stazione ferroviaria, per favorire i pendolari: sarà costruito un sottopasso direttamente dalla stazione alla volta del posteggio». Si punta anche ad un recupero delle aree dismesse (ex macello, fornace, dogana) e anche dell'ex caserma. Non solo edilizia, viabilità, infrastrutture: anche ambiente e natura, ed in questo senso si inserisce il discorso relativo al Plis (parco locale di interesse sovracomunale) proposto nella zona del lungo Staffora. «Un progetto – ha sottolineato l'assessore Marina Azzaretti – inserito nell'ambito di un piano seguito dai nostri uffici e dal museo naturalistico. Adesso il progetto passa alla Provincia per l'approvazione». Al museo storico erano state esposte anche le tavole tecniche per il piano: numerosi gli addetti ai lavori presenti in sala. Dopo l'illustrazione degli interventi, spazio alle osservazioni del pubblico: si è parlato della tangenziale sud, di viabilità nella zona di Medassino, di lavori al cavo Lagozzo e di altri argomenti.