Sannazzaro, crollano 4 metri di cornicione Paura all'alba di ieri in via Garibaldi
Un boato alle 5 del mattino di ieri ha interrotto il sonno a molti abitanti di via Garibaldi. Oltre quattro metri di cornicione e di sottotetto di un'abitazione , forse a causa di lesioni determinate da infiltrazioni di acqua, è franato da non meno di dieci metri. Calcinacci, tegole e mattoni sono finiti sul marciapiede, a pochi metri da una parcheggio. Per fortuna il distacco del cornicione è avvenuto in un ora in cui non circolavano persone. Una residente la cui camera da letto si affaccia su via Garibaldi racconta: «Ho sentito un rumore fragoroso che è durato un attimo. Ho pensato ad uno scontro tra due autoe, quando mi sono affacciata, ho invece notato un polverone». Sul posto sono intervenute due auto-scale del Vigili del Fuoco di Pavia che hanno dapprima rimosso tegole e mattoni; poi i pompieri hanno messo in sicurezza l'intera zona grazie all'aiuto di alcuni operai del comune che hanno transennato l'area. L'operazione è durata oltre tre ore. di Lorella Gualco wSCALDASOLE E' stato lui a sparare al presunto ex-amico della moglie. Ad esplodere tre colpi di fucile che potevano uccidere. Così ha ritenuto il Gup del tribunale di Vigevano, Stefano Vitelli ,che ha condannato a otto anni e sei mesi per tentato omicidio l'imprenditore Massimiliano Zorzoli, 35 anni, residente a Zerbolò, titolare di un'azienda agricola e di un'impresa di trasporti a Gropello. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio, dopo che il pubblico ministero Mario Andrigo aveva confermato la richiesta di condanna a 10 anni e dopo le conclusioni della parte civile, rappresentata dall'avvocato Piercarlo Collivignarelli, e dei difensori Fabio Santopietro e Carlo Fontana. Il giudice ha disposto a carico dell'imputato anche un risarcimento danni provvisorio di 50mila euro, in attesa che il tribunale civile calcoli l'esatto ammontare della somma dovuta a Paolo Vezzoli, 41 anni, residente alla frazione Cattanea di Mortara, ferito nell'agguato, all'alba del 25 giugno 2010, sulla strada tra Scaldasole e Alagna. Imputato e parte offesa erano presenti in aula e ad attendere la sentenza, pronunciata al termine di un procedimento con rito abbreviato, c'era anche la moglie di Massimiliano Zorzoli, che ha sempre difeso il marito e sostenuto il suo alibi. La donna aveva dichiarato che il marito era ancora a casa nel momento in cui Vezzoli veniva affrontato dallo sparatore e colpito a una scapola. Gli altri colpi lo hanno mancato e hanno centrato l'auto e le ruote. Vezzoli ha affermato di aver riconosciuto in Zorzoli l'uomo che gli aveva puntato il fucile, mentre le due vetture si incrociavano sulla strada. Per verificare se, in quelle condizioni di visibilità, la vittima potesse riconoscere lo sparatore , è stata anche ricostruita la scena dell'agguato. La sera del 25 ottobre scorso giudici, pubblico ministero, avvocati e periti si sono trasferiti sulla strada tra Scaldasole e Alagna per l'esperimento giudiziale. La conclusione è stata che l'uomo che ha sparato era riconoscibile. Ma la difesa puntava sui risultati della perizia balistica. Il tampone nasale eseguito su Zorzoli non ha rilevato tracce di bario e antimonio, residui dello sparo. E tra accusa e difesa c'è stato un acceso contrasto anche sulla traiettoria dei pallettoni esplosi da un fucile che non è mai stato trovato e sull'ipotesi che sul luogo dell'agguato potesse essere presente anche un'altra persona in grado di sparare. Il confronto, come è facile prevedere, si trasferirà anche in Corte d'appello, dal momento che il ricorso appare scontato. Nel frattempo Zorzoli resterà in libertà perchè la condanna non è ancora definitiva. Una condanna che prevede, com e pena accessoria, anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA