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PAVIA Nadia Fusini con l'opera "Di vita si muore", si è aggiudicato il premio Angelini 2011, istituito dal Lions Club Pavia "Le Torri" in collaborazione con l'Università di Pavia, per ricordare la figura e l'opera di Cesare Angelini sacerdote letterato, critico, artista e rettore del collegio Borromeo. Premio che sarà consegnato nel corso di una cerimonia ufficiale prevista per venerdì alle 17.30 in Aula Foscolo. Dal 1987 il premio Angelini viene assegnato ogni anno a uno scrittore, saggista o critico: dal primo vincitore, Alberto Arbasino, a oggi, a riceverlo sono state autorevoli personalità della cultura italiana, da Indro Montanelli a Gianandrea Gavazzeni, da Giovanni Nencioni a Gianfranco Ravasi, da Benedetta Craveri a Sergio Romano, dal rabbino Elio Toaff a Carlo Dionisotti, da Luigi Meneghello a Claudio Magris, da Enzo Bettiza a Ettore Mo, a Antonio Padoa Schioppa, vincitore dell'edizione 2008, a Enzo Bianchi, vincitore 2009, fino a Roberto Calasso, vincitore dell'edizione 2010. La giuria della venticinquesima edizione del premio Cesare Angelini ha deliberato di assegnare per il 2011 il ricoscimento a Nadia Fusini per il saggio "Di vita si muore". Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare, edito da Mondadori. L'autrice si è laureata nel 1972 in Lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma. Allieva di Agostino Lombardo, ha poi approfondito gli studi sulla letteratura americana all'Università di Harvard, e successivamente sul teatro elisabettiano e Shakespeare allo Shakespeare Institute di Birmingham. Ha insegnato Lingua e Letteratura inglese alle Università di Bari e a La Sapienza di Roma, dove ha insegnato Critica Shakespeariana fino al 2008. Attualmente insegna all'Istituto italiano di Scienze umane (Sum). Ha tradotto e commentato moltissimi autori, tra cui Virginia Woolf, John Keats, Shakespeare, Samuel Beckett, Mary Shelley. Il Premio speciale Angelini 2011 è andato invece al regista Ermanno Olmi, il quale per la realizzazione del film "L'albero degli zoccoli" girò alcune scene anche a Palazzo Botta di Pavia. Olmi, figlio di contadini e di cultura cattolica, spesso ha portato sullo schermo le sue origini, descrivendo la cultura popolare con etica evangelica e nostalgia del passato. Da Treviglio, ancora giovanissimo, si è trasferito a Milano, dove ha frequentato l'Accademia d'arte drammatica ed è stato assunto dalla Edison Volta. La fama gli è giunta nel 1978, quando ha conquistato la Palma d'Oro al Festival di Cannes con il capolavoro "L'albero degli zoccoli". Il film, girato quasi artigianalmente e con attori rigorosamente non professionisti, ha ottenuto una risonanza mondiale e ha portato sullo schermo la vita semplice dei contadini padani. Dopo una lunga malattia Olmi, ha esordito nella narrativa con "Ragazzo della Bovisa", che in tono poetico racconta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di un ragazzo negli anni della seconda guerra mondiale. E dopo aver realizzato alcuni spot pubblicitari, è tornato alla regia con "Lunga vita alla signora", Leone d'Argento a Venezia nel 1987, il cui protagonista è ancora una volta un ragazzo che in questo caso scopre le ipocrisie del mondo dell'alta società. Nel 1988 il regista ha diretto uno dei suoi maggiori successi, "La leggenda del santo bevitore" e ha conquistato, sempre a Venezia, il Leone d'Oro per quest'opera d'intensa suggestione tratta da un racconto di Joseph Roth. Sul finire degli anni '80, Olmi ha debuttato anche nella regia teatrale con "Piccola Città" di Thornton Wilder e nel 1993 ha diretto Paolo Villaggio nel favolistico e "Il segreto del bosco vecchio". Ancora un film presentato con successo al Festival di Cannes è il "Mestiere delle armi", seguito, due anni dopo, da "Cantando dietro i paraventi" (pellicola che ha ottienuto 5 candidature ai David di Donatello e il Globo d'oro della stampa straniera), in un percorso a ritroso utile per comprendere il presente. Nel 2005 Olmi ha firmato "Tickets", film composto da tre episodi diretti da Kiarostami e Loach; nel 2007 "Centochiodi"; nel 2009 "Terra Madre". Nel 2011, il suo ultimo capolavoro da regista e sceneggiatore , è stato "Il villaggio di cartone". L'elenco dei riconoscimenti in consegna venerdì prosegue con il Premio Giovani "Maria Corti" 2011, andato a Luca Stefanelli per il volume "Attraverso la beltà di Alessandro Zanzotto: macrotesto, intertestualità, ragioni genetiche", (Pisa ETS). Infine c'è il Premio "Fedeltà a Pavia"del Lions club Pavia "Le Torri", assegnato a madre Rita Montagna "per il suo elevato impegno di apostolato nei confronti degli anziani della città". La canossiana Madre Rita Montagna opera al Pertusati e alla clinica Santa Margherita di Pavia.