Il governo pronto al commissariamento

ROMA Il caso Enav è già arrivato sul tavolo del Governo. Palazzo Chigi starebbe infatti accarezzando l'idea di far sostituire in tempi brevi i vertici o addirittura di commissariare l'Ente nazionale di assistenza al volo. Ieri intanto si è riunito in seduta straordinaria il consiglio di amministrazione di Selex Sistemi Integrati. All'ordine del giorno la posizione dell'amministratore delegato Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guargaglini. «Non ho nessuna intenzione di dimettermi», ha detto durante il consiglio di amministrazione informando il board di avere invece ritirato le deleghe della direzione commerciale dalle mani di Manlio Fiore, finito agli arresti nell'ambito dell'indagine sugli appalti Enav. E mentre Marina Grossi rimane, per ora, al suo posto, si fanno sempre più forti le richieste di azzerare i vertici di Finmeccanica. Durissimi i sindacati. «Bisogna fare pulizia e togliere le ombre», attacca Susanna Camusso (Cgil). Aggiunge Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl: «Da quanto sta emergendo dalle indagini, sono per noi sempre più chiare le dismissioni prioritarie che deve effettuare Finmeccanica. Ci riferiamo a coloro che hanno preso parte, o coperto e tollerato, il sistema di corruzione che sta venendo a galla. Finmeccanica è una risorsa per il Paese, un patrimonio di prodotti innovativi e di 71mila persone di grande valore, che non va né spacchettato né ridimensionato né tantomeno mortificato a causa di qualche dirigente». E «scelte credibili a partire dall'organigramma di vertice» è ciò che si aspetta anche il segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento. Se ne discuterà nel corso del prossimo consiglio di amministrazione di Finmeccanica, che difficilmente però sarà convocato già per questa settimana, anche perché l'amministratore delegato Giuseppe Orsini si trova al momento negli Stati Uniti. E' stato lo stesso Guarguaglini ad annunciare che il cda sarà convocato «nei più brevi tempi compatibili», ma visti gli impegni dei consiglieri questo significa aspettare l'inizio della prossima settimana, probabilmente il 28 o 29 novembre. Sicuramente all'ordine del giorno ci sarà la richiesta al presidente Guargaglini di fare un passo indietro. Due gli scenari possibili: il primo sono le dimissioni, ma tra le ipotesi c'è anche una soluzione più "soft", che prevede la sola remissione delle deleghe in capo al presidente, e cioè le relazioni esterne e le strategie, una delega molto delicata perché comprende anche l'attività internazionale del gruppo, che stanno soffrendo molto soprattutto a livello di immagine.