Le ragazze del bunga bunga "parti offese"
di Giovanna Trinchella wMILANO Il sesso a pagamento danneggia la dignità e la libertà delle donne, se indotte a vendersi, ed è un bene da proteggere, più della stessa moralità pubblica. Per questo le «bunga bunga girls» sono parte offesa nel processo Ruby bis, quello che vede imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione l'ex agente delle star tv Lele Mora, la consigliera regionale Nicole Minetti e il direttore del Tg4 Emilio Fede accusati di selezionare e gestire le giovani ospiti di Arcore. Come parti offese quelle giovani donne avranno diritto a costituirsi parte civile e quindi a chiedere un risarcimento danni. La decisione di ieri è arrivata d'ufficio e un po' a sorpresa alla prima udienza del processo davanti ai giudici della V sezione penale del Tribunale che si occupa di reati sessuali e contro le fasce deboli. Per la presidente del collegio, Anna Maria Gatto, le «vittime» dell'induzione e del favoreggiamento della prostituzione devono considerarsi «persone offese». La Procura aveva identificato le giovani ospiti delle serate ad Arcore e le aveva indicate solo come testi applicando la legge Merlin che prevede lo Stato come parte lesa in questi tipo di reati. I giudici hanno invece deciso che gli atti vengano notificati a tutte le ragazze. Ambra e Chiara, le due miss piemontesi fuggite da una serata ad alto tasso erotico, e la modella Imane Fadil hanno già chiesto di essere parti civili in questo processo e non in quello contro Berlusconi, mentre non ha chiesto di costituirsi Ruby, la marocchina minorenne all'epoca delle feste. La giurisprudenza più recente ha superato la legge Merlin e i giudici citano almeno cinque sentenze che prevedono che si debba perseguire «penalmente solo le condotte che incidono sulla libertà di autodeterminazione della donna, non costituendo invece reato il compimento di atti sessuali al di fuori di ogni attività di sfruttamento o di agevolazione». La decisione del Tribunale è stata definita «una tesi assai ardita» dall'avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi e ha irritato Fede che durante il Tg4 di ieri sera, ha invitato i «colleghi» a riflettere perché «quello che capita oggi a me potrebbe capitare a chiunque». E ha invitato i telespettatori a leggere attentamente quello che oggi sarà scritto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA