Tamanduà, arriva a Pavia la grande musica brasiliana

PAVIA Nuovo appuntamento con i Concerti del Mezzabarba e il progetto musicale dei Tamanduà, domani mattina alle 11, nella Sala Consiglio di Palazzo Mezzabarba (ingresso libero). In programma brani di musica brasiliana: tutti gli arrangiamenti sono del chitarrista Pino Arborea dal cui fermento creativo nasce il progetto Tamanduà. Con grandi doti di arrangiatore, Borea si diverte infatti a rielaborare alcuni tra i più significativi brani della grande cultura musicale brasiliana, a "tagliarli e cucirli" su misura per le tre voci femminili del gruppo, Anna Maria Giglitto, Maria Palmerini (anche alle percussioni) e Elena Guarducci. La capacità espressiva della vocalità delle tre cantanti riesce a valorizzare l'eterna bellezza dei brani tratti dal repertorio dei più grandi compositori brasiliani, con una sonorità che alterna momenti melodici e ritmici. Lo scopo del progetto Tamanduà è quello di diffondere la magia della musica e della poesia brasiliana, un pezzo di storia della musica apprezzata da un pubblico internazionale. Il repertorio si spinge tra i brani noti e meno noti della Musica Popular Brasileira per rileggere, ad esempio, Aguas de março (di Tom Jobim) e Upa neguinho (di Gianfrancesco Guarnieri e Edu Lobo), portate al successo dalla leggendaria Elis Regina, O que serà (di Chico Buarque), Mas que nada (di Jorge Ben), Dorival Caymmi & Pino Samba da rosa (di Toquinho e Vinicius de Moraes), persino The look of love, brano di Burt Bacharach riveduto e corretto in versione bossa nova. Il medley di brani del maestro Antonio Carlos Jobim, che prende il titolo di Favela (O morro não tem vez), è capace di lasciare spazio alla poesia malinconica di Inùtil Paisagem e Fotografia. Nel pot-pourry A rã(di Caetano Veloso e João Donato) suonano anche brani di Jobim come Agua de beber, Triste (citando scherzosamente la famosa Garota de Ipanema), Vivo sonhando, per chiudere con la filosofia di Vinicus de Moraes in Samba da benção (su musica di Baden Powell): «E' meglio essere allegri che essere tristi, l'allegria è la miglior cosa che esista, è come la luce del cuore».Cornice dell'evento, il Palazzo Mezzabarba – sede del Municipio di Pavia - è un capolavoro del Barocchetto lombardo, progettato dall'Architetto Giovanni Antonio Veneroni. Antica residenza patrizia della famiglia Mezzabarba, il palazzo è una delle gemme del '700 lombardo, per la connotazione rococò dell'architettura e per l'ampiezza delle decorazioni interne. L'antico salone da ballo, affrescato con scene mitologiche dal pittore cremonese Giovanni Angelo Borroni, oggi è la Sala del Consiglio Comunale.