Gli islamici ora chiedono di contare
Alla vigilia dell'annuncio del nuovo governo libico da parte del premier incaricato Abdel Rahim al-Kib, le fazioni islamiche dei ribelli chiedono il conto per il ruolo svolto nella caduta del regime di Muammar Gheddafi, nelle stesse ore in cui, dopo 25 anni, i Fratelli musulmani libici, hanno celebrato il loro primo Congresso pubblico dopo quasi 25 anni. Il Cnt, dal canto suo, accusa il Qatar di ingerenze e di sostenere i partiti islamici nel Paese. «È pericoloso dire che il lavoro dei rivoluzionari è finito» con la caduta del regime ha detto ieri Abdelhakim Belhaj (foto), capo del consiglio militare di Tripoli, ex leader del fronte islamico combattente ed ex detenuto di Guantanamo. «Abbiamo vinto la battaglia sul campo e ora siamo pronti per unirci alla battaglia per lo Stato, uno Stato che sia civile e moderno», ha aggiunto Belhaj, considerato uno degli uomini pi— legati al Qatar, e indicato dai media come prossimo ministro della Difesa. Sul tavolo anche chi debba essere il prossimo capo di Stato Maggiore.