«La crisi non ucciderà l'Europa»
PAVIA E' come se un malato di diabete invitato a cena da amici accettasse dolci su dolci senza dire di essere diabetico. Si affida a un paragone Giuseppe Tesauro per spiegare la situazione dell'Italia, uno dei paesi dell'Unione europea che ha più resistenze ad applicare le direttive comunitarie. Non possiamo firmare i regolamenti europei e poi non applicarli perché non piacciono a una parte politica, ha detto il giudice della Corte costituzionale. Tesauro ieri pomeriggio era a Pavia per tenere una lectio magistralis sui temi della giustizia nazionale in rapporto a quella europea. Nell'aula Magna dell'ateneo il professore di diritto internazionale dell'università di Napoli ha tenuto un discorso di quasi un'ora. Ad ascoltarlo c'erano gli studenti di Giurisprudenza e molte autorità. Parlare di tecnocrati di Bruxelles e di direttive calate dall'alto è un modo per pulirsi la coscienza – ha detto il professore partenopeo –. Perché quelle leggi hanno contribuito a scriverle anche dei nostri rappresentanti. La lectio magistralis di ieri pomeriggio è stato anche un modo particolare per festeggiare il compleanno del giudice della Corte costituzionale, che proprio ieri compiva 69 anni. Tesauro infatti è nato a Napoli il 15 novembre del 1942, e proprio nel capoluogo partenopeo si è laureato in Giurisprudenza. Dopo essere stato direttore della scuola di specializzazione sulla Comunità europea dell'università La Sapienza di Roma, dal '98 al 2005 Tesauro è stato anche presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, prima di diventare giudice della Corte costituzionale. Venendo a Pavia ho rivisto alcuni amici che mi ricordano gli anni giovanili – ha detto il professore partenopeo in apertura della conferenza –, in particolare Gustavo Cioppa, procuratore della Repubblica di Pavia, che definire un amico è riduttivo. Tesauro è poi passato a parlare di diritto nazionale e comunitario, e dei rapporti spesso conflittuali che esistono tra le leggi italiane e quelle europee. Il processo di integrazione europea è irreversibile – ha detto il giudice della Corte costituzionale – e chi dice che nella situazione di crisi che viviamo oggi l'Europa è finita fa soltanto dei discorsi da salotto. Prima di ricevere dalle mani del rettore Angiolino Stella la medaglia teresiana dell'Università di Pavia e un libro sull'ateneo pavese, Tesauro ha parlato anche dell'Italia. Il nostro è un paese complicato – ha detto il professore con humour tipicamente partenopeo – dove il legislatore spesso non ha tempo per adeguarsi alle direttive dell'Unione europea perché impegnato a far altro. Gabriele Conta