Il Cavaliere torna in tribunale senza scudo

di Natalia Andreani wROMA E'un Cavaliere ormai senza scudo quello che tra una decina di giorni dovrà tornare nella aule di giustizia per difendersi nei processi in corso a suo carico. E senza più lodi né legittimi impedimenti a rallentarne la corsa i dibattimenti potranno procedere spediti. Per ora il calendario delle udienze dei quattro processi milanesi è complessivamente abbastanza fitto. Ma l'agenda potrebbe rimpolparsi non appena sarà andato a sentenza il processo Mills, quello in stato più avanzato e anche il più vicino alla linea della prescrizione (marzo 2012). In questo procedimento Silvio Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari per i 600mila dollari versati all'avvocato inglese David Mills per i suo silenzi nei processi Tangenti Gdf e All Iberian. E per il 28 novembre l'ex premier è atteso in aula per assistere, in videoconferenza da Londra, proprio alla deposizione dell'ex legale Fininvest nonchè architetto dell'impero offshore del Bisicione. Il 5 dicembre Berlusconi dovrà poi decidere se tornare davanti ai giudici per essere interrogato. Dopodichè il processo andrà a sentenza (di primo di grado). Ma un'altra spada di Damocle incombe sulle sorti giudiziarie del presidente del consiglio uscente. Lunedì 21, sempre a Milano, riprende il processo per notti di Arcore. Si tratta del troncone che vede alla sbarra, per induzione e sfruttamento della prostituzione di 33 "olgettine", il trio Fede, Mora e Minetti: una brutta rogna per il Cavaliere che vedrà l'accusa convocare in aula decine di papigirl e interrogare le tre testimoni che sono parte civile e dunque titolate per un eventuale risarcimento: le miss Ambra Battiliana e Chiara Danese e la modella Iman Fadil. Non solo. Appena due giorni dopo, il 23 novembre, gli avvocati Ghedini e Longo dovranno affrontare anche la ripresa del processo Ruby, quello che vede indagato soltanto Berlusconi per prostituzione minorile e concussione aggravata: accuse che potrebbero costargli 12 anni di reclusione. Il calendario di massima è già fissato fino a maggio, ma il pm Ilda Boccassini potrebbe chiedere tempi più stretti. Il verdetto arriverà comunque entro il 2012 mentre la prescrizione interverrà nel 2025. A rendere la situazione ancor più spinosa c'è poi l'udienza preliminare, fissata a dicembre, in cui il gup deciderà se rinviare Berlusconi a giudizio per rivelazione di segreto d'ufficio: la vicenda è quella dell'intercettazione tra il dirigente Pd Piero Fassino e l'ex ad Unipol Giovanni Consorte che l'imprenditore Favata fece avere al Cavaliere prima ancora che fosse trascritta e che finì pubblicata sul Giornale. Paolo Berlusconi, fratello dell'ex presidente ed editore del quotidiano di famiglia, è già imputato di ricettazione. E se lui dovesse andare a processo il rischio è che Fassino, già ammesso a vedersi risarcire il danno con la condanna di Favata, possa scucire al Cavaliere senza scudo una montagna di quattrini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA