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di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Mario Monti non ha fatto in tempo ad accettare l'incarico di tentare di formare un nuovo governo che già dall'Unione europea sono cominciate ad arrivare telefonate. Di felicitazioni e auguri verso un uomo che gode di un'enorme stima in Europa, ma anche di raccomandazioni a fare quello che sino ad oggi non è stato fatto. Il primo a chiamarlo ieri mattina presto è stato il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, da Parigi. Poche ore dopo, da Bruxelles, a chiamare è stato Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo. In Europa la nomina di Monti è stata salutata con grandi speranze. Per Barroso e Van Rompuy si tratta di un nuovo segnale incoraggiante da parte delle autorità italiane, che hanno manifestato la loro determinazione a superare la crisi attuale. Il professore appena diventato senatore, è ancora oggi un uomo dell'Unione europea. Dopo essere stato commissario per due mandati ha infatti lasciato un solco così profondo che ancora non si fa a meno di lui. L'ultimo lavoro è un rapporto, commissionato dalla Commissione, e che porta il suo nome, sulla riforma del Mercato interno, presentato qualche mese fa e che è la base sulla quale si lavora per rinnovare le regole di una delle politiche fondanti dell'Unione. La soddisfazione è dunque palpabile, ma resta la prudenza. La nostra diagnosi sulla situazione dell'economia italiana non cambia solo se cambia il governo, ha spiegato il portavoce del vicepresidente della Commissione Olli Rehn, responsabile dell'economia. Sabato mattina sono arrivate a Bruxelles le risposte al questionario di 39 domande poste al nostro governo per avere maggiori informazioni sulle riforme in programma e sui loro tempi. Ha risposto Giulio Tremonti, e il documento è arrivato con puntualità ed è molto completo, ed ora i tecnici lo studieranno nel dettaglio. Intanto la missione di monitoraggio Ue-Banca centrale europea inviata a Roma la scorsa settimana resta in Italia, e al momento non sembra che debba ritornare alla base, anche se sarà formato un nuovo governo. Gli esperti continueranno ad incontrare i funzionari dei ministeri italiani e porteranno un primo rapporto a Bruxelles su quanto si sta facendo per onorare gli impegni presi dal governo Berlusconi prima della fine del mese, in tempo perché Rehn se lo possa studiare e ne possa riferire al consiglio Ecofin del 29 novembre. Con l'Italia si continua a camminare con i piedi di piombo, insomma, nonostante si sia apprezzato che Monti "sia stato molto chiaro da subito nel mettere l'accento sull'equilibrio fra consolidamento di bilancio e riforme strutturali". ©RIPRODUZIONE RISERVATA