Siria contro Lega Araba e Usa «Non andrà come in Libia»

DAMASCO Forte del ribadito sostegno della Russia, il regime siriano risponde alla sospensione decretata dalla Lega Araba affermando che non si piegherà e dicendosi sicuro che in Siria non si ripeterà lo scenario libico. A lanciare la sfida è stato il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al Moualem, mentre la Lega Araba, la Turchia e la Ue alzavano il tono delle loro condanne della violenta repressione. Intanto Re Abdallah di Giordania è diventato il primo leader arabo a chiedere apertamente al presidente siriano, Bashar al Assad, di andarsene. Fossi nei suoi panni mi dimetterei, ha detto il sovrano in un'intervista. La decisione della Lega Araba di sospendere la Siria è un passo molto pericoloso per l'azione araba congiunta, ha affermato Moualem. Secondo il ministro degli Esteri la Lega Araba ha agito sotto l'influenza degli Usa. La ragione, secondo Moualem, è da ricercare nelle ferme posizioni della Siria, alleata di ferro dell'Iran. Le relazioni con Teheran e con Mosca, ha affermato il ministro degli Esteri, rimarranno strategiche e la Siria uscirà da questa crisi più forte di prima.