Il Pdl frena: no a consensi al buio
di Maria Berlinguer wROMA Brusca frenata del Pdl sul governo Monti. E'il capogruppo a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, ad alzare l'asticella al neo senatore a vita. Nessun consenso al buio, tuona. Seguito a ruota da Maurizio Gasparri che sbarra la strada al tentativo di Monti di inserire politici di peso nel futuro esecutivo. Nessun politico neache tra i sottosegretari, conferma Cicchitto. Mentre Altero Matteoli dà un ultimatum: o Monti seguirà le nostre indicazioni o meglio il voto. Il professore prova a fissare i suoi paletti. Al termine di una giornata per certi versi surreale in cui ha scoperto che in Parlamento sono presenti ben 34 sigle, Monti è tornato a insistere per avere nella compagine politici di rango. Nomi capaci di garantire per i partiti che dovranno sostenerlo. Chi? Gianni Letta e Giuliano Amato. E' Silvio Berlusconi a sbarrare la strada al ritorno di Letta alla vicepresidenza del Consiglio. Malgrado la richiesta ufficiale uscita dall'ufficio di presidenza del partito che ha preceduto le sue dimissioni, il Cavaliere vuole tenersi le mani libere per staccare la spina in qualunque momento al futuro governo. Per questo non vuole che nessuno dei suoi fedelissimi partecipi. Del resto anche gli altri partiti non sembrano entusiasti di prestare i loro uomini. Pier Ferdinando Casini, Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano hanno rifiutato da subito la proposta di Giorgio Napolitano che li voleva dentro il governo per dare maggior peso al tentativo di Monti. Ma è ancora una volta il partito dell'ex premier ad avere il coltello dalla parte del manico. Soprattutto ora che la Lega, disertando le consultazioni del premier incaricato con una procedura mai vista prima, ha sposato definitivamente la linea dell'opposizione dura e pura al tecnocrate. Per i l Pdl lo strappo con Umberto Bossi potrebbe essere rovinoso in termini elettorali. Ignazio La Russa e molti altri esponenti del Popolo delle libertà delNord hanno lanciato l'allarme con il Cavaliere. Rischiamo di essere cannibalizzati dal Carroccio, accusati dalla nostra gente di collaborazionismo con il nemico, avvertono. Lo stesso Berlusconi avrebbe già commissionato i primi sondaggi per fiutare l'aria della Padania. Tocca a Maurizio Sacconi, in trincea con ex socialisti ed ex An contro il governo tecnico, chiarire che nonostante l'indisponibilità della Lega a sostenere Monti rimane l'asse Lega-Pdl. Resta infine l'ostacolo della durata della legislatura. Anche in questo caso è il partito del premier uscente a mettersi di traverso. Monti ha chiesto garanzie precise alle forze politiche sulla durata del suo mandato. L'ex commissario europea vuole arrivare al 2013, alla scadenza naturale della legislatura. In caso contrario il professore valuta la possibilità di rinunciare. Sarà questo l'oggetto principale dell'incontro di oggi con la delegazione del Pdl. Il barometro della crisi segna ancora tempo incerto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA