Sartirana, appello per la Maica
Da dove nasce la crisi di liquidità della camiceria Maica, visto che l'azienda ha sempre lavorato e ha clienti importanti? Lo ha spiegato ieri Davide Figacone, responsabile sindacale Confapi, durante la conferenza stampa, alla presenza di Giacomo Tarabbia. La camiceria Maica nasce dalla ditta Marluc, di cui Giacomo Tarabbia era consulente – spiega Figiacone –. La Marluc era in difficoltà e Tarabbia ha deciso di fondare la Maica, assumendo dalla mobilità le lavoratrici della Marluc, che vantano grandi capacità professionali nel settore della produzione di camicie. Gli ispettori Inps, e poi il giudice di Pavia, però, hanno interpretato l'iniziativa di Tarabbia come un escamotage per non versare i contributi, come è previsto per l'assunzione di lavoratori in mobilità, e non come un tentativo di salvare delle professionalità . Quindi l'Inps ha chiesto a Tarabbia la restituzione di 320mila euro di contributi per gli ultimi due anni e non ha più concesso l'agevolazione prevista. (d.a.) di Denis Artioli wSARTIRANA Un appello del sindaco Ernesto Prevedoni Gorone al titolare della camiceria Maica e alle venti lavoratrici dell'azienda, affinché l'attività produttiva riprenda per non perdere la seconda realtà lavorativa più importante in paese dopo la casa di riposo. Il sindaco, ieri, ha convocato una conferenza stampa nell'aula consigliare del municipio di Sartirana, alla presenza di Giacomo Tarebbia, titolare della ditta Maica, e di Davide Figiacone, responsabile sindacale della Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria). Ho voluto questo incontro – spiega il sindaco – dopo che Anna Colombo, sindacalista della Cgil, ha chiesto un intervento del Comune in questa vicenda. Il sindacato, pochi giorni fa, ha lanciato l'allarme, spiegando che i venti posti di lavoro delle dipendenti sono a rischio. L'eventuale chiusura della ditta Maica – sottolinea il sindaco – rappresenterebbe un danno enorme per il territorio. Per questa ragione mi appello alla proprietà, che indichi un piano industriale serio e credibile con la possibilità di ingresso di un socio finanziatore per superare la crisi di liquidità in cui si trova. Il sindaco, così come il titolare dell'azienda, Giacomo Tarebbia, chiede alle 20 lavoratrici, di tornare presto al lavoro, per consentire alla ditta di ripartire con la produzione. Il nodo è la fiducia. Con quale fiducia venti lavoratrici che dalla primavera scorsa percepiscono un acconto e che vantano un arretrato complessivo, secondo l'azienda, pari a due mensilità, possono ricominciare a lavorare senza aver ancora visto il saldo delle loro spettanze? Il Comune – assicura Prevedoni Gorone – si fa garante tra le parti e si propone a supporto delle maestranze residenti a Sartirana in difficoltà e chiede ai sindaci degli altri Comuni interessati di fare altrettanto. Noi abbiamo già stipulato un accordo con Unicredit Banca per sostenere i lavoratori in cassa integrazione e abbiamo creato un fondo di solidarietà di 16mila euro annui, formato dallo stipendio del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali di maggioranza. I cittadini di Sartirana in difficoltà possono accedervi, per un importo pari a 1000 euro l'anno, per il pagamento delle rate del mutuo o dell'affitto, o altre spese. Ma quando verranno saldati gli arretrati alle lavoratrici? Entro la fine del mese – assicura il titolare dalla Maica, Giacomo Tarabbia – verranno versate tutte le mensilità arretrate. Ma chiedo alle dipendenti di tornare al lavoro, perché stiamo rischiando di perdere clienti importanti, ed è altamente probabile l'ingresso di un socio finanziatore, che vuole portare le camicie prodotte da noi in Russia, dove la moglie ha due negozi e dove vogliono il vero prodotto Made in Italy, come il nostro. Il socio chiede di avere a Sartirana, al piano superiore dello stabilimento della Maica, un punto di commercializzazione di pantaloni, giacche e cappotti, sempre Made in Italy, per offrire ai propri clienti un prodotto completo, e io ho già trovato chi può occuparsi di questa parte della produzione che si affiancherebbe alla camiceria. Le lavoratrici abbiano fiducia, perché è un progetto valido.