Incontro giovani-Comune «No repressione, sì spazi»
di Anna Ghezzi wPAVIA Nessun diciottenne, tanti ragazzi impegnati nelle associazioni e pronti a mettersi in gioco in prima persona per risolvere i problemi del centro storico. Purché il Comune non si limiti alla repressione e a regole sempre più stringenti ma difficili da far rispettare. All'appello dell'assessore alla sicurezza Marco Galandra hanno risposto tanti giovani, molti di più dei residenti che erano intervenuti al primo incontro sui problemi del centro storico. Sono arrivati consapevoli dei conflitti e carichi di proposte. Servite in salsa bipartisan sul tavolo di assessore e comandante della polizia locale Gianluca Giurato. Dal far pulire a chi sporca o danneggia invece delle multe a un semplice aumento dei bidoni nei punti cruciali per evitare che, anche i più volenterosi, buttino per terra i rifiuti. Tutti d'accordo su un punto: Più i giovani frequentano il centro, più è sicuro – hanno spiegato Giacomo Galazzo, Pd e gli altri – Non confondiamo episodi di maleducazione e delinquenza individuale con il fatto che ci siano tanti ragazzi e studenti che vivono il centro. Anche se una città viva non significa, spiega Bernardo Caldarola, Unione degli universitari, una città in cui ci si ubriaca, si consuma, si sporca senza altre possibilità di aggregazione. Alla fine si parla sempre di spazi, che non ci sono. Tutti stanno tra strada Nuova, Duomo e Piazza della Vittoria anche se non c'è nulla di speciale – spiega Matteo Bracci, Gippa e Divercity – Se ci fossero alternative, diminuirebbe la concentrazione di gente e con essa i problemi. Sull'ordinanza anti alcol che vieta di bere in strada da bottiglie di vetro e lattine, le prime divisioni: contrari a sinistra (Meglio aumentare i bidoni e fare le multe a chi sporca), favorevoli a destra (Bene ma con l'accordo degli esercenti per Matteo Mitzopoulos, Giovane Italia). Realisti al centro: Non è cambiato nulla, afferma Maurizio Vallati, musicista e imprenditore e Lorenzo Meazza, del periodico Uau sulla vita notturna pavese. Per la pulizia, poi, i sacchi esposti fuori dalle porte sono un altro punto critico: Diventano ricettacolo anche dei rifiuti di chi passa, spiega Antonio Spera. Non c'è solo la sporcizia: I trasporti pubblici notturni eviterebbero schiamazzi e incidenti – afferma Pierpaolo Grisanti, Azione Universitaria – Con l'Udu abbiamo chiesto a Line l'attuazione della convenzione con l'università, ovvero una circolare notturna, ma senza risultati. Altre proposte: Servono campagne di informazione sulle regole a scuola – afferma Marco Bonacossa, Jaromil –. Si potrebbero organizzare incontri residenti/giovani ogni due o tre mesi. I vigili dovrebbero farsi vedere di più. E dove la gente è tanta, i locali stessi dovrebbero dotarsi di vigilanza. E ancora: lavori socialmente utili al posto di multe per chi sporca o danneggia (Francesca Orsini, Radio Aut), pagare il vetro reso come in Nord Europa. Perché, ha spiegato Giuseppe Muscia, Radicali, Non si possono spremere a suon di ordinanze gli studenti, che non votano a Pavia, per far contenti i residenti. L'università è la nostra Fiat, per guadagnare un voto oggi si perde ricchezza: ogni studente porta all'economia pavese almeno 40mila euro in cinque anni. Soddisfatto Galandra: Un centro vivo è un bene per la città, bisogna tener sotto controllo il 5% di matti e ubriaconi. L'ordinanza non risolve il problema ma può aiutare. Ora via a iniziative di sensibilizzazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA