Il primo giorno da neo-senatore a vita
ROMA Mentre i partiti si accapigliano, per Mario Monti, ieri, l'11-11-2011 (data magica per gli appassionati di numerologia) è stato il giorno dell'inizio di una nuova storia. Per ora quella di senatore a vita, da domani presidente del Consiglio di un Paese alla deriva. Ma l'economista, il tecnocrate salutato con sollievo anche dalla stampa internazionale, sa bene che l'applauso ricevuto ieri in Senato, le belle parole del presidente Schifani, fanno solo parte della teatralità politica. Sa che i partiti della maggioranza in frantumi non gli faranno sconti in nome della salvezza della patria. Chiedono poltrone e assicurazioni, ma Monti lo ha detto a Napolitano l'altro ieri sera, oltre che ai collaboratori più stretti: Se mi devo assumere questa responsabilità non accetterò che mi si impoga programma o struttura di governo. Dopo una approfondita lettura dei giornali, ieri mattina Monti ha lasciato l'hotel Forum, in centro, per coincidenza proprio nel rione Monti, dirigendosi verso Palazzo Madama. E' stato ricevuto dal presidente del Senato, Renato Schifani, col quale si è intrattenuto per una mezz'ora. Poi, quando ha varcato la soglia dell'aula, austero, portamento impeccabile, figura mai così rassicurante in un Parlamento diventato una babele, il Senato gli riserva un caloroso applauso. Resta in piedi, distribuisce sorrisi, ascolta le parole di Schifani che gli dà il benvenuto e lui ringrazia con un movimento della testa. Ma resta poco. Intanto si è fatto vedere, c'è stato tempo per gli applausi, dopo forse ce ne saranno meno. La prima ad abbracciarlo è Emma Bonino che gli sussurra qualcosa. Poi arriva Lamberto Dini, il favorito di Berlusconi, un largo sorriso e forse il pensiero speravo di farlo io. E magari ci spera ancora. Ma Monti si defila presto, deve – come ha detto Schifani – sottoporsi alla prassi burocratica del suo primo giorno da senatore a vita. Transita dall'ufficio per le Prerogative. E torna al Colle, dal Presidente che l'ha voluto con forza. Ma al Quirinale dicono che non ha incontrato Napolitano: deve solo prelevare dei documenti. Poi esce e sparisce per alcune ore. Lo cercano tutti, soprattutto i cronisti. Ricompare nei suoi nuovi uffici, a Palazzo Giustiniani, dove entra anche il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. In serata torna in albergo. La prima giornata è andata, ma altre ne dovranno passare, certamente più movimentate e con qualche sorriso in meno per il Professore.(p.ca.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA