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di Simona Bombonato wVIGEVANO Tre uffici postali da 1000 utenti al giorno ai quali basterebbe essere sgravati della consegna delle raccomandate. Dal punto di vista di chi perde ore in coda e da quello di chi, al di là dello sportello, lavora tutti i giorni con le lamentele di sottofondo, sarebbe un bel passo avanti. Ma Vigevano non è Pavia. Perchè se nel capoluogo, in viale Brambilla, Poste italiane ha attivato sei mesi fa un ufficio per la consegna delle raccomandate inesitate, Vigevano, pur avendo locali disponibili in via Matteotti, ancora aspetta. Lo stiamo chiedendo da anni e nemmeno arriva una risposta. E dire che basterebbe così poco per alleviare un minimo la pressione sull'ufficio centrale e su Vigevano 1: Maurizio Dassù (Slp Cisl) rinnova la richiesta. E Poste per il momento non fornisce risposte. Sono inesitate le raccomandate che i postini consegnano a mezzo di avviso, quelle cioè che i destinatari non ritirano in quanto assenti al momento del recapito. A Vigevano se ne contano circa 500 tutti i giorni, tremila la settimana. E la regola, per buona parte di quei tremila, è provvedere al ritiro il sabato mattina. E così succede, come è stato documentato dai sindacati, che l'ufficio centrale di via De Amicis calcoli qualcosa come 250 persone in coda alle dieci del mattino. Non può andare diversamente se su 10 utenti 4 sono in fila solo per la raccomandata. Il problema pesa anche sui tempi dell'ufficio che si trova vicino al tribunale, via San Pio V. A Vigevano 1 va peggio – continua Dassù – Le inesitate danno il colpo di grazie a una filiale con sei sportelli e 4 impiegati su due turni. In via Matteotti c'è un ufficio di recapito con locali vuoti e personale, ma non si fa nulla.