La festa per Viganò che lascia

PAVIA In un'aula Golgi completamente rinnovata, dove per 20 anni ha tenuto lezione ai giovani medici, Mario Viganò affida i suoi ricordi. E una speranza: quella di continuare a far parte del San Matteo, di restare a Pavia senza dover cercare soluzioni altrove – dice il cardiochirurgo che il 2 novembre è andato in pensione – Fin che ce la faccio vorrei prestare servizio qui, nel rispetto delle norme di legge, certo. Ed esprime quello che ha dentro, raccontando un sogno che ha fatto. Un'allegoria della nostalgia e della voglia di restare. Si congeda così dalla sala gremita di amici e colleghi che sono venuti a salutarlo. Molti nomi noti: da Pippo Baudo a Cirino Pomicino, da Adriano Galliani a Carlo Rossella. L'occasione è l'inaugurazione della nuova Aula Golgi ai reparti speciali in cui il presidente della fondazione Alessandro Moneta ha colto l'occasione per annunciare che il Dea aprirà a Natale. Un pronostico confermato dal governatore lombardo Roberto Formigoni: Il Dea sarà integralmente realizzato. E faremo tutti gli sforzi necessari perché questo luogo continui a rendere un servizio di straordinaria qualità. Il taglio del nastro all'aula multimediale, con il maxischermo collegato alle sale operatorie per fare didattica, ieri pomeriggio alla presenza delle autorità (il sindaco Alessandro Cattaneo, l'assessore provinciale Franco Osculati) e del vescovo Giovanni Giudici. La sala che farà da cerniera con il campus universitario di Medicina che sorgerà nei padiglioni che verranno dismessi. Ma quella di ieri è stata la giornata di Mario Viganò. Con i saluti degli amici, i doni, i momenti di commozione. Il rettore Angiolino Stella ha affidato all'ex preside Alberto Calligaro il suo apprezzamento per l'uomo e il chirurgo. Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ha sottolineato l'importanza delle relazioni personali e umane che Viganò ha saputo intrecciare, importanti in una società come questa, così piena di risentimenti . E poi l'amore per i propri pazienti, lo spirito cristiano che si respirava in reparto ricordato da Carlo Rossella. Gli auguri della squadra del cuore, il Milan, portati personalmente da Adriano Galliani e dall'allenatore della squadra rossonera Massimiliano Allegri. E ancora l'amicizia e l'affetto che lo lega a Giancarlo Abelli che gli ha riconosciuto una capacità di temprare il mio carattere attraverso i suoi capricci. Cirino Pomicino, che ha rivolto un pensiero a tutto il personale dell'ospedale, infermieri e tecnici compresi, ha strappato un grande applauso. Infine Pippo Baudo, mattatore dell'evento, che ha donato a Viganò un pupo siciliano declamando Al paladino Mario Viganò. Gliel'ha consegnato l'avvocato siciliano Carlo Alessi , 51 anni, che è stato uno dei suoi pazienti trapiantati. (m.g.p.)