Banche e gioco d'azzardo Perquisita la sede di Bpm

di Giovanna Trinchella wMILANO Giochi di potere in odor di criminalità e politica. C'è una banca - la Bpm - e c'è una società - Atlantis poi diventata BPlus - che ottiene la concessione per gestire il gioco d'azzardo e riceve un finanziamento da 148 milioni di euro per comprare slot machine. Ma la Banca d'Italia, dopo un'ispezione, rileva anomalie e scarso approfondimento sulla solidità di Bplus che, tra Roma e Londra, fa capo a un gruppo che ha sede nelle Antille Olandesi. E' stato così che la procura di Milano ha scoperto che a sponsorizzare lo strano finanziamento – 100 cash e 48 di fidejussione - è stato Massimo Ponzellini, ex presidente della Popolare di Milano ora indagato per associazione a delinquere e ostacolo a organo di vigilanza; una pratica chiacchierata raccontano ai pm consiglieri e dirigenti di Bpm, e per cui Ponzellini si è impegnato personalmente in maniera del tutto anomala anche esercitando pressioni e dando istruzioni fuorvianti e omissive. Ed è così che ieri la Guarda di Finanza di Milano ha eseguito perquisizioni a Milano, Bologna e Roma – anche nelle sedi di Bpm e Impregilo (società estranea ma di cui è numero uno Ponzellini) - a caccia di documenti. La perquisizione romana è stata piuttosto movimentata anche perché il titolare della Bplus Francesco Corallo, non indagato, ha opposto alle Fiamme Gialle un'immunità diplomatica dichiarando di essere ambasciatore presso la Fao di un paesino caraibico. Nel frattempo sul posto sono arrivati Amedeo Laboccetta, Pdl ex missino, e una squadra di avvocati tra cui Giulia Bongiorno, e Labocetta si è portato via un computer dicendo che gli apparteneva. Forse perché fino a qualche anno fa era stato procuratore speciale di Atlantis; interpellato La Boccetta parla di un grande equivoco, spiega che era passato di lì a bere un caffè da un amico e che il pc, considerato prova del reato dalla Procura, ora si trova alla Camera. Francesco Corallo, incensurato e figlio di Gaetano condannato in Sicilia per associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, è legato all'altro indagato dell'inchiesta il braccio destro di Ponzellini, Antonio Cannalire. Personaggio chiave perché è socio al 33% della Jackpotgame una delle concessionarie della Bplus. Dall'inchiesta di Napoli sulla P3 emerge anche che Cannalire aveva rapporti con Marco Milanese, ex portavoce del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, e altri personaggi istituzionali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA