Inaugurata la casa della carità
VOGHERA E' stata inaugurata ieri alle pomeriggio la nuova Casa della Carità adiacente la chiesa dei padri Barnabiti e dedicata a padre Natale Molteni. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre alle autorità comunali (presenti il sindaco Barbieri, il vicesindaco Fiocchi, il presidente del consiglio comunale Affronti e gli assessori Salerno e Di Valentino), anche l'assessore provinciale ai servizi sociali Brendolise, le forze dell'ordine e una folta rappresentanza religiosa composta dal superiore generale dei padri Barnabiti Giovanni Villa, dal vescovo Martino Canessa e dal direttore generale della Caritas monsignor Vittorio Nozza. Purtroppo – ha detto monsignor Nozza – oggi alla povertà materiale corrisponde spesso un senso di abbandono e una volontà di autodistruzione. Per aiutare i tanti che ne sono afflitti è necessario che la solidarietà individuale diventi solidarietà comunitaria, e che la carità occasionale si faccia carità continuativa. Il compito della Caritas è quello sì di assistere, ma soprattutto di promuovere la riabilitazione dei meno fortunati, e questo centro sarà senza dubbio un valido strumento per la nostra missione. L'ex collegio ha assunto nel tempo le funzioni più diverse prima di rimanere inutilizzato per molti anni. La ristrutturazione, iniziata circa un anno e mezzo fa, è stata possibile grazie alle cospicue risorse messe a disposizione dagli stessi padri Barnabiti, dalla fondazione Cariplo, dalla Cei-Caritas, e dall'8xmille, nonchè da Comune e Regione.Un contributo particolare è stato dato anche dal Dlf di Voghera, che ha voluto intitolare a Francesco Baggini una delle due sale riunioni al primo piano dell'edificio.Questo progetto – ha detto Brandolise – nasce con spirito di unità tra tante istituzioni che hanno lavorato insieme per realizzare una struttura moderna e importante, che costituisce un esempio eccellente per il nostro territorio. Della stessa opinione il sindaco Barbieri. L'edificio si divide su tre piani e conta 34 posti letto destinati a donne, uomini e coppie in difficoltà ma con una fonte di reddito, che vi potranno sostare al massimo un anno prima di essere reinseriti nella società. Uno degli appartamenti presenti all'ultimo piano del centro sarà inoltre destinato ai parenti dei carcerati in visita, che potranno rimanervi per qualche notte. Serena Simula