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di Maria Fiore wPAVIA Una pena complessiva di 22 anni e 4 mesi. Tanto è costata a tre giovani la violenza sessuale ai danni di una ragazzina russa di 15 anni, stuprata brutalmente dal gruppo che si era offerto di accompagnarla a casa dopo una serata trascorsa, insieme al fidanzato, in una festa a Belgioioso. La sentenza è stata pronunciata davanti al giudice dell'udienza preliminare. Il rito abbreviato con cui si è svolto il processo ha così contenuto la pena: il pubblico ministero Paolo Mazza aveva chiesto fino a 14 anni di carcere. Alla fine Vladut Vartolomei, un romeno di 24 anni domiciliato a Mantova, è stato condannato a 8 anni e 4 mesi. Sette anni di reclusione, invece, per Ioan Balu, 22 anni e Ciprian Ignat di 19 anni, entrambi domiciliati a Belgioioso. Secondo la ricostruzione fatta davanti al giudice, avrebbero avuto ruoli diversi in quella notte di follia. La studentessa russa di Sesto San Giovanni e un gruppo di amici erano stati invitati a Belgioioso a una festa, in un'abitazione privata. Verso l'una di notte, dopo avere bevuto e ballato, la ragazza quindicenne, il fidanzato di 19 anni e un altro amico ventenne decidono di rientrare. Il gruppo dei giovani romeni si offre di riaccompagnarli fino a Sesto San Giovanni. Vladut Vartolomei si mette al volante. A bordo dell'auto, ci sono in tutto sei persone. Tra loro, la ragazzina, il suo fidanzato e un amico. All'altezza dell'area industriale di Copiano l'auto si ferma e il conducente chiede a tutti di scendere. Il fidanzato della ragazza capisce quello che sta per succedere, si spaventato e scappa via. L'altro amico reagisce, ma viene colpito dagli altri tre giovani romeni a calci e pugni, che lo lasciano a terra svenuto, prima di caricarlo in macchina. Quindi Vladut Vartolomei, secondo la ricostruzione del processo, violenta la ragazzina e poi risale in auto. Qui la 15enne viene di nuovo stuprata a turno dagli altri tre. Che alla fine la scaricano, insieme all'amico, a Sesto San Giovanni. I due riescono a fermare un'auto e a farsi accompagnare al pronto soccorso. Qualche settimana dopo scattano gli arresti della squadra mobile. E ora anche le condanne. ©RIPRODUZIONE RISERVATA