Alberto davanti ai giudici, secondo atto
di Anna Mangiarotti wGARLASCO Alberto e Chiara, secondo atto. Inizia l'8 novembre, a Milano, il processo d'appello per l'omicidio Poggi. Inizia oltre quattro anni dopo il delitto, commesso il 13 agosto 2007, e quasi due anni dopo la sentenza di primo grado che ha assolto Alberto Stasi, oggi 28enne, dall'accusa di aver ucciso la fidanzata 26enne. Chiara Poggi è stata massacrata nella villa di via Pascoli a Garlasco, dove viveva con i genitori e il fratello minore Marco. Chi l'ha uccisa ha usato un corpo contundente – forse un martello da carpentiere, ma si è parlato anche di forbici da sarta - un'arma del delitto comunque mai ritrovata. Il ricorso in appello contro l'assoluzione è stato chiesto dalla procura di Vigevano _ si è associata la parte civile, cioè la famiglia Poggi _ ma anche dalla procura generale di Milano che sosterrà l'accusa davanti alla seconda sezione della Corte d'assise d'appello: un collegio di giudici, questa volta, due togati e sei popolari. Le udienze saranno a porte chiuse, perché così è stato per il processo di primo grado, un rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare di Vigevano, Stefano Vitelli. In appello l'accusa chiederà la riapertura del dibattimento, cioè la possibilità fra l'altro di chiedere nuove perizie e ascoltare testimoni. Il sostituto procuratore generale Laura Barbaini ha ipotizzato in primo luogo la necessità di nuovi accertamenti, per valutare i percorsi compiuti da Stasi nella casa dove fu uccisa Chiara. E poi, resta da esaminare un altro punto cardine per la ricostruzione del delitto: la possibilità o meno per Alberto di non sporcarsi le suole _ le sue scarpe erano pulite, quando sono arrivati i carabinieri, anche se dice di aver trovato lui il cadavere - col sangue della vittima. E ancora, secondo l'accusa servono nuovi accertamenti sul computer di Stasi – che contiene il suo alibi per parte di quella mattina: il lavoro alla tesi di laurea - per ricostruire gli accessi al pc tra la sera del 12 agosto 2011, trascorsa con Chiara nella villa del delitto, e la mattina del 13. Il pg Barbaini chiederà di ribaltare la sentenza di assoluzione, partendo dall'assenza di alibi per Alberto nella fascia oraria tra le 9,12 (ora in cui viene disinstallato definitivamente l'allarme di villa Poggi) e le 9,35, momento in cui Stasi accende il pc a casa sua per lavorare alla tesi. A due anni dal primo verdetto, emesso con la formula dubitativa _ in sostenza, la vecchia insufficienza di prove _ Alberto Stasi dovrà quindi nuovamente difendersi dall'accusa di omicidio volontario della fidanzata aggravato dalla crudeltà. Mentre prosegue a Vigevano l'altro processo a suo carico, per detenzione di video pedoporno scaricati da Internet. In questo caso, la sentenza è prevista entro Natale. Difficile invece prevedere i tempi di chiusura per l'appello, soprattutto se verrà riaperto il dibattimento. Con speranze ovviamente ben diverse, sia Alberto Stasi che la famiglia Poggi affrontano la nuova fase processuale dichiarando di avere piena fiducia nella giustizia. I genitori di Chiara Poggi, affinchè questa volta venga stabilita la verità su chi ha ucciso nostra figlia. Alberto Stasi, che da sempre si dichiara innocente, ma resta a tutt'oggi l'unico sospettato del delitto di Garlasco, non ha dubbi: Anche in appello verrà confermata l'assoluzione, ripete ai suoi avvocati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA