Borse giù, spread senza freni
di Andrea Di Stefano wMILANO Giù le Borse, ma soprattutto nuovo ennesimo e sempre più preoccupante record per lo spread tra i BTp decennali e i Bund tedeschi. Il differenziale, dopo la conferma del monitoraggio del Fmi sull'Italia che si aggiunge a quello della Ue, è risalito oltre i 460 punti a 460,2. La definitiva archiviazione del referendum in Grecia non ha influito per nulla sulle Borse che hanno chiuso la settimana con forti perdite a causa delle preoccupazioni sulla tenuta del sistema creditizio accentuati dallo spread italiano. Piazza Affari, trascinata al ribasso dai titoli bancari e dalle conclusioni negative per il nostro paese del G20, ha chiuso in profondo rosso, con l'indice Ftse-Mib che ha lasciato sul terreno il 2,66% assegnando a Milano la maglia nera d'Europa. Male anche Francoforte (-2,47%), Parigi (-2,03%), Bruxelles (-1,88%), Madrid (-1,33%), Lisbona (-0,98%) e Amsterdam (-0,83%). Solo Londra ha limitato il segno negativo ad un -0,32%, mentre Wall Street, complici i dati sull'occupazione non in linea con le previsioni degli analisti, ha tenuto un tono negativo con perdite intorno al punto percentuale. E' stata la tensione sui debiti sovrani a pesare sui titoli delle banche. Tra le più penalizzate ieri ancora una volta Unicredit - inserita anche tra i 29 istituti di credito sistemici, ovvero troppo grandi per fallire e quindi da ricapitalizzare - Intesa Sanpaolo, Banca Mps e Banca Popolare di Milano, che hanno segnati ribassi di oltre i 5 punti percentuali mentre la maglia nera è stata Ansaldo Sts (-7,36%) a causa di una trimestrale deludente. Molto venduta anche Fiat, che ha lasciato sul terreno il 5,48%. Un contributo negativo al clima già pessimo dei mercati europei è arrivato dai segnali contrastanti del mercato del lavoro americano. In ottobre sono stati creati nuovi posti di lavoro, ma a una velocità inferiore alle stime e comunque insufficiente per ridurre in modo significativo il tasso di disoccupazione che in ottobre è rimasto fermo al 9%. Il Dipartimento del Commercio - che ha rivisto al rialzo il dato di settembre (158.000 posti creati invece che 103.000) - ha sottolineato che il tasso di disoccupazione è sopra l'8% dal febbraio 2009. Nonostante i timidi cenni positivi, il quadro generale rimane molto problematico: quasi 14 milioni di americani sono senza lavoro. L'occupazione resta, dunque, il tallone d'Achille della ripresa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA